20 ottobre 2018
Aggiornato 15:28

Un'altra grana in tribunale per Valentino Rossi, nei guai con due moldavi

Il Dottore ha un nuovo problema legale: si deve difendere dagli ex custodi della sua villa che gli chiedono 114 mila euro di risarcimento per il licenziamento
Valentino Rossi
Valentino Rossi (Michelin)

TAVULLIA – La vicenda si svolge tutta nei giorni intorno a Natale, lo scorso e quello precedente. E ha come protagonisti due moldavi, i coniugi Victor Untu e Jigan Zinaida, rispettivamente di 62 e 60 anni. Il marito e la moglie hanno lavorato per dieci anni come custodi della villa di Valentino Rossi, in strada dei Mandorli a Tavullia: che formalmente era di proprietà di una società, la Domus Mea, il cui legale rappresentante era il papà Graziano. Ma, come racconta oggi il Resto del Carlino, alla vigilia di Natale del 2016 la bella casa è passata direttamente nelle mani del Dottore, la società è stata sciolta e i due custodi licenziati.

Le pretese
La coppia, a quel punto, ha deciso di rivolgersi ad un legale per chiedere un risarcimento al nove volte campione del mondo: per la precisione, circa 114 mila euro, una cifra che deriva dalla somma di sei mesi di indennità (calcolata sullo stipendio mensile di 2600 euro di Victor e di 1600 euro di Jigan) e di cinque anni di straordinari non pagati, per circa 89 mila euro. La vicenda finirà dunque venerdì 12 davanti al giudice del lavoro di Pesaro, Maurizio Paganelli: «Ho chiesto al giudice di interrogare Valentino Rossi perché confermi di aver detto nel 2006, al signor Untu, di espletare tutto il lavoro necessario per il buon mantenimento e conservazione del complesso come se fosse casa sua – ha spiegato l'avvocato Mario Del Prete, sempre al Resto del Carlino – Chiediamo che il giudice condanni in solido i Rossi, padre e figlio, al pagamento di quanto spetta ai miei clienti, licenziati in maniera traumatica il 24 dicembre e il 27 dicembre del 2016».

La risposta
I due avvocati di Valentino, Virgilio Quagliato e Giacomo Cancellieri, negano invece che il loro assistito debba pagare. Sia perché non avrebbe mai richiesto gli straordinari in questione, non essendo mai in casa, sia perché contestano che i lavori di manutenzione dell'enorme giardino da ben 20 mila metri quadrati e della piscina siano stati effettivamente svolti dai due moldavi: infatti hanno presentato numerose fatture di ditte specializzate. Insomma, per il numero 46 si prospetta un'altra grana legale, dopo aver recentemente vinto il ricorso al Tar dei suoi vicini di casa che lamentavano l'abusività del Ranch dove si allena in moto con i suoi allievi della Vr46 Riders Academy.