15 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Milan: Highbridge non convince, rispuntano gli arabi

Sta per scadere l’esclusiva a HPS/Highbridge e si infittiscono le voci su un probabile fallimento della trattativa. Fassone alla ricerca di nuovi finanziatori.

Yonghong Li e Fassone alla ricerca di nuovi finanziatori
Yonghong Li e Fassone alla ricerca di nuovi finanziatori ANSA

MILANO - «Strada in salita con Highbridge». Con questo titolo Carlo Festa del Sole 24 Ore aveva anticipato già il 16 dicembre quello che poi sta per materializzarsi in queste ultime ore. L’esclusiva con Hps Investment Partners, ex divisione del fondo internazionale Highbridge coinvolta dall’advisor finanziario Bgb Weston, sta per scadere il 6 gennaio e al momento attuale non sembrano esserci i presupposti per una positiva conclusione dell’accordo. Si tratta del rifinanziamento del debito di 303 milioni di euro contratto dal Milan (123 milioni) e dal suo presidente Yonghong Li (180) con il l’hedge fund Elliott.

Highbridge non convince
La proposta di Hps/Highbridge sembrava la più convincente, 400 milioni da restituire in 5 anni, poco più di 300 per saldare le pendenze con il fondo americano, altri 100 milioni in caso di raggiungimento degli obiettivi del business plan. Nelle ultime ore, invece, Fassone sembra aver rallentato decisamente, tanto da voler aspettare il viaggio in Cina, previsto a metà gennaio, per pianificare con cura la questione rifinanziamento insieme al presidente del Milan Yonghong Li e al suo braccio destro Han Li.

Arabi o nuove strade
All’origine del ripensamento della dirigenza rossonera potrebbero essere intervenute altre proposte, ritenute più convenienti. Secondo il quotidiano La Repubblica, la prima alternativa a Highbridge sarebbe un fondo arabo. Di diverso avviso invece il Sole 24 Ore, secondo cui il piano di Fassone «Potrebbe essere quello di avviare un negoziato con un altro fondo americano speculativo oppure provare ad emettere un mega-bond, come quello da 300 milioni che ha collocato l’Inter».