29 marzo 2020
Aggiornato 05:30
Formula 1

La Mercedes sta con la Ferrari: «Non provocatela, lei è la F1»

La Rossa minaccia di lasciare il Mondiale se passasse il nuovo regolamento sui motori. E conquista l'appoggio persino da parte della sua grande rivale in pista

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, con il suo pilota Valtteri Bottas
Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, con il suo pilota Valtteri Bottas Mercedes

ROMA – In pista, Ferrari e Mercedes sono protagoniste della lotta più accesa per il Mondiale. Fuori, però, i due grandi rivali fanno fronte comune contro un altro avversario, ben più potente: la nuova proprietà della Formula 1, il gruppo americano Liberty Media, e la sua controversa proposta di cambiamento del regolamento tecnico del motore a partire dal 2021. Il presidente della Rossa, Sergio Marchionne, ha più volte chiarito di fare sul serio, e di essere pronto a portare la Scuderia fuori dal campionato se passasse la linea di un ritorno al passato sull'architettura del propulsore. Ieri, si è fatto sentire anche il team principal delle Frecce d'argento, Toto Wolff, schierandosi senza esitazioni dalla parte dell'altro top team: «Attualmente il nostro propulsore è il più potente ed efficiente motore da corsa di sempre – ha spiegato il numero uno sportivo di Stoccarda al quotidiano tedesco Welt am Sonntag – Con i nuovi regolamenti c'è la possibilità di ottimizzarlo. Ma sviluppare un nuovo motore che non è all'altezza degli alti livelli di tecnologia dell'elettrificazione, dell'efficienza e della potenza, ovvero un motore arcaico, non è il nostro obiettivo». Ironia della sorte, ad aver scritto il nuovo regolamento che tanto fa infuriare Ferrari e Mercedes è stato Ross Brawn, oggi responsabile sportivo per Liberty Media, ma in passato direttore tecnico di entrambe le squadre.

Attenti al lupo
Wolff, però, si spinge ancora oltre, commentando la minaccia della Ferrari di abbandonare la Formula 1: «Non ho paura, ma Marchionne va preso sul serio. Sono rilassato, perché la Ferrari è la Formula 1 e la Formula 1 è la Ferrari. Ma se fossi il nuovo responsabile della Liberty Media, non continuerei a provocare Marchionne con suggestioni o richiesta inaccettabili o cambiamenti senza senso: come introdurre regole o elementi di spettacolo all'interno del gioco o trasformare la F1 in un canale di shopping a buon mercato. La Formula 1 deve mantenere la sua struttura di base com'era e com'è oggi. Dobbiamo migliorarla e confrontarci con il nuovo ambiente mediatico, ma ci serve un'evoluzione, non un'ingenua rivoluzione». La realtà, spiega il boss del team campione del mondo, è che alla Formula 1 manca la guida del suo ex patron Bernie Ecclestone: «Avrei preferito che, tre o quattro anni fa, fosse stato più saggio e avesse accettato un altro ruolo, che ci aiutasse a costruire una nuova era della Formula 1, invece di uscire completamente di scena – conclude Toto – Non l'ha fatto, dall'alto della sua esperienza, del suo entusiasmo da ex pilota e da uomo d'affari, e questa è l'unica critica che ho da muovergli».

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