19 giugno 2019
Aggiornato 05:00

Milan: Montella in scena con il teatro dell’assurdo

Dopo l’ennesimo passo falso dei rossoneri ad Atene, in quello stesso stadio che aveva visto due suoi illustri colleghi (Capello e Ancelotti) alzare la Champions al cielo, l’allenatore campano tenta una bizzarra difesa d’ufficio che fa strabuzzare gli occhi ai sempre più increduli tifosi del Milan.

Vincenzo Montella osserva perplesso il suo Milan contro l'Aek
Vincenzo Montella osserva perplesso il suo Milan contro l'Aek ( ANSA )

MILANO - Patetico. Il tentativo di autodifesa di Vincenzo Montella, dopo l’ennesima squallida prestazione del Milan in quello stadio dove i suoi predecessori Capello e Ancelotti alzarono due Champions League, non può che essere definito patetico. Al termine di un match letteralmente inguardabile, soprattutto nei primi 45’ minuti, tra i più osceni dell’ultracentenaria storia rossonera, il tecnico campano ha indossato il suo sorriso più sfrontato e ha affrontato impunito telecamere, giornalisti inquieti e tifosi arrabbiati come se lo spettacolo indecoroso offerto in pasto ai milioni di fans rossoneri fosse qualcosa di vagamente paragonabile alla decenza.

Le perle di Montella
«Siamo primi nel girone, non vale nulla?», l’esordio sconcertante di Montella al termine di Aek Atene-Milan. E ancora: «L’anno scorso tutte le italiane sono uscite al primo turno, già dimenticato?», oppure «Fare 0-0 qui non è catastrofico». Per concludere con la più bella di tutte: «Un’altra brutta partita? E le altre quali sarebbero?».
Forse qualcuno avrebbe dovuto saggiamente ricordare a mister Montella tutto l’elenco di sconcezze messe in mostra dal suo Milan fin da quel tristissimo 24 settembre 2017, giorno di Sampdoria-Milan 2-0, punto di non ritorno della stagione rossonera.

Sfilza di figuracce
Dopo di allora la squinternata vittoria ai danni del modestissimo Rijeka solo grazie ad un’illuminazione del baby Cutrone al minuto 93, la sconfitta interna contro la Roma, il capitombolo nel derby con l’Inter, l’altro 0-0 casalingo contro l’Aek, subito bissato da un altro pareggio interno a reti bianche con il Genoa, il flebile lumicino della vittoria contro il Chievo e poi ancora un’altra sonora lezione dalla Juve e l’ennesimo pareggio senza reti in trasferta all’Olimpico Spyros Louīs di Atene. Chissà, magari sarebbe bastato snocciolare questo elenco di pessime figure del Milan per inchiodare Montella alle sue colpe. Che comunque ne sarebbe venuto fuori lo stesso con la frase che ha regalato ad un tifoso a fine partita: «Partita noiosa? non venire più a vedermi». Davvero non c’è più limite alla decenza.