27 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Formula 1

La strategia di Arrivabene: «Così la Ferrari arriverà al Mondiale»

Più che ai troppi problemi di affidabilità che hanno compromesso il finale di stagione, il team principal di Maranello preferisce guardare ai lati positivi e alle lezioni apprese per il futuro

CITTÀ DEL MESSICOLe voci di un suo prossimo licenziamento, come capro espiatorio per il disastroso finale di stagione, non sembrano preoccupare il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene. Al contrario: il numero uno sportivo di Maranello è convinto che la sua Scuderia sia giunta quest'anno ad un passo dal Mondiale. E che, per raggiungere quel tanto auspicato obiettivo massimo, non servano grossi cambiamenti all'interno della struttura, bensì solo qualche minimo tocco finale. «Non è una questione di rivoluzione, ma di piccoli aggiustamenti – ha commentato il manager bresciano nella conferenza stampa a margine del Gran Premio del Messico – Quest'anno abbiamo pagato uno scotto molto pesante per colpa di alcuni dettagli, e dobbiamo concentrarci un po' di più sui processi. Il lato positivo è che questo team non si arrende, anzi, impara dai suoi errori, ci mette un impegno totale: non solo in vista del prossimo anno, ma anche per i prossimi tre Gran Premi, perché, come ho detto molte volte, vogliamo lottare fino all'ultima gara, all'ultimo giro, all'ultima curva».

Insegnamenti per l'avvenire
Insomma, nonostante gli eccessivi problemi di affidabilità che hanno fatto crollare le chance di titolo mondiale per il Cavallino rampante, Arrivabene preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno: «In tutta onestà ci sono tanti aspetti positivi – prosegue – Ho visto una squadra giovane lavorare molto bene sulla macchina, sia qui che a Maranello. I ragazzi sono molto uniti, condividono le informazioni, sono concentrati, e sono giovani, per cui nessuno si aspettava le prestazioni che abbiamo avuto quest'anno. Mattia (Binotto, ndr), il nostro direttore tecnico, gestisce bene l'aspetto ingegneristico: conosce la Ferrari nel profondo e devo dire che insieme ci scambiamo sia opinioni che informazioni. Lui guarda le cose dal suo punto di vista di ingegnere, io da un altro, ma ci troviamo sempre molto ben allineati. Per cui parlo anche di lui, così come di tutta la squadra corse, quando dico che quest'anno abbiamo vissuto tanti lati positivi. Purtroppo abbiamo perso un'opportunità importante per colpa di un piccolo dettaglio legato ad un problema tecnico che ha riguardato principalmente un fornitore, ma a volte cose del genere succedono. Per noi è stata una lezione da apprendere, quindi guardiamo al futuro con l'obiettivo di fare sempre meglio».