19 ottobre 2019
Aggiornato 17:00

Valentino Rossi stupisce pure Marquez e Lorenzo (ma Pedrosa protesta)

Il rientro shock del Dottore ha sbalordito anche i suoi due acerrimi rivali spagnoli, che non hanno potuto fare a meno di levarsi cavallerescamente il cappello. Dani, però, che ha lottato con lui ruota a ruota sul dritto al quattordicesimo giro, lamenta la difesa «scorretta» del fenomeno di Tavullia

ALCANIZ – Un'impresa davvero eroica, quella che Valentino Rossi ha compiuto in questo Gran Premio di Aragona. Tornato in pista al venerdì, a soli venti giorni dalla frattura scomposta di tibia e perone, ha conquistato la prima fila in qualifica e poi il quinto posto in gara, a soli cinque secondi dalla vittoria e a mezzo dal suo compagno di squadra Maverick Vinales. Un rientro clamoroso per tutto il paddock, a tal punto che perfino gli acerrimi rivali Marc Marquez e Jorge Lorenzo, due che certo non amano il Dottore, non possono fare a meno che levarsi cavallerescamente il cappello. «Era già incredibile che fosse qui dopo quel tipo di frattura, penso che nessuno ce l'avrebbe fatta – ha ammesso il campione della Honda, oggi vincitore della gara – E poi è ancora più incredibile che sia arrivato a solo mezzo secondo da Vinales, con la stessa moto e con questo infortunio. Penso che sia stato il suo talento a fare la differenza». «È stato impressionante, per tutto il weekend – gli ha fatto eco Por Fuera, terzo al traguardo – Il modo in cui si è qualificato ieri, ma specialmente in cui ha recuperato: con il fisico di un 38enne, che non è lo stesso di un 15enne. Penso che di giorno in giorno si sia sentito sempre meglio, tanto da arrivare a pochi decimi da Vinales, su una pista che oltretutto non è una delle sue preferite. Davvero impressionante».

Difesa scorretta?
I complimenti sono arrivati anche da Dani Pedrosa, giunto secondo, uno che nella sua carriera non si è fatto purtroppo mancare gli infortuni: «Ovviamente ognuno, come io so bene, è diverso – spiega lo spagnolo – Anche se ti fai male sempre nello stesso punto, a volte guarisci più velocemente, altre molto più lentamente e non sai perché. Ma di sicuro a fare la differenza è stata la sua determinazione ad essere qui. Ieri in qualifica è stato superveloce e oggi all'inizio della gara era nel gruppo di testa, in lotta per la vittoria. Mi ha davvero sorpreso». Pedrosa, però, ha anche avuto da ridire nei confronti del fenomeno di Tavullia per come si è difeso nel corso del loro duello, al quattordicesimo passaggio sul rettilineo: «Se guardate le immagini, io sono finito sulla linea bianca – ha lamentato – E il mio manubrio era a tanto così dal suo: questa non la chiamo una manovra corretta. Ti puoi spostare sulla sinistra, ma arrivare fino alla linea, e buttare fuori il tuo avversario a 300 km/h, non è la cosa migliore. Non mi ha lasciato spazio, è arrivato troppo vicino e non è stato bello. Ma per mia fortuna sono riuscito a passarlo in quel momento e poi a proseguire fino al podio».

Rossi dietro a Jorge Lorenzo e davanti a Marc Marquez e Dovizioso a inizio gara
Rossi dietro a Jorge Lorenzo e davanti a Marc Marquez e Dovizioso a inizio gara (Michelin)