15 novembre 2018
Aggiornato 01:00

Lazio: Paletta e un dietrofront annunciato

Dopo aver rifiutato Genoa, Fiorentina, Atalanta, Torino, Fenerbahce, Trabzonsport, Sassuolo e almeno un’altra mezza dozzina di squadre solo nell’ultima sessione di mercato, il ruvido centrale italo-argentino ha chiuso la porta in faccia anche alla Lazio. Un problema in più per il Milan e per Fassone e Mirabelli.
Il difensore del Milan Gabriel Paletta
Il difensore del Milan Gabriel Paletta (ANSA)

MILANO - Sembrava tutto fatto. Appunto, sembrava. Quando si tratta di cessioni in Casa Milan, mai dare le cose per scontate. È il caso di Gabriel Paletta, dall’inizio di questa sessione di mercato entrato nel mirino di almeno una dozzina di squadre, riuscendo nella straordinaria impresa di mandare sempre tutto all’aria.
Genoa, Fiorentina, Atalanta, Torino, Fenerbahce, Trabzonsport, Sassuolo, solo per citare qualcuno dei club accostati al difensore italo-argentino, e per finire la Lazio. 

Fusse che fusse…
Con i biancocelesti sembrava potesse essere la volta buona. Il Milan aveva fatto un passo indietro rispetto alla richiesta iniziale di 5 milioni per il cartellino (ne avrebbe accettati anche la metà) e il presidente Lotito disposto ad accontentare le richieste del ruvido centrale ex Parma.
Proprio quando in tanti stavano per tirare fuori le bottiglie di champagne dal frigo, ecco la doccia gelata: Paletta ci ha ripensato, niente trasferimento a Roma.

Biennale no grazie
Secondo radiomercato, all’origine di questo ennesimo rifiuto di Paletta potrebbe esserci la durata del contratto proposto dalla Lazio: il difensore pretendeva un triennale, Lotito aveva proposto un biennale. Su questo punto si è creata la spaccatura tra le parti che a questo punto, a poco più di 24 ore dalla fine del mercato, potrebbe essere definitiva.