12 dicembre 2019
Aggiornato 19:00

Milan, Lapadula al Genoa per 13 milioni complessivi

L’attaccante piemontese passa ai liguri in prestito oneroso (2 milioni) e obbligo di riscatto a 11 milioni al termine della stagione, garantendo ai rossoneri anche una discreta plusvalenza. Più difficili gli addii degli altri esuberi.

Gianluca Lapadula, 8 reti nella sua prima stagione milanista
Gianluca Lapadula, 8 reti nella sua prima stagione milanista ANSA

MILANO - Il Milan e le cessioni degli esuberi, di quei calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico di Vincenzo Montella: un capitolo spinoso per i rossoneri, poiché le richieste per questi elementi della rosa milanista scarseggiano e piazzarli non è così semplice come inizialmente si credeva. Fra color che son sospesi, Gianluca Lapadula che è ormai praticamente un nuovo giocatore del Genoa: per l’ex attaccante del Pescara, infatti, il pressing dei rossoblù si era fatto ormai sempre più forte e l’accordo fra le due società è cosa fatta, con l’agente del calciatore che ha prima incontrato la dirigenza genoana, definendo poi ogni dettaglio: la punta piemontese andrà a Genova in prestito oneroso a 2 milioni di euro per un anno e con obbligo di riscatto fissato a 11; 2+11=13 per un Milan che andrà ad ottenere per Lapadula un'ottima plusvalenza, considerando che un anno fa lo prelevò dal Pescara a 9 milioni.

Gli altri

Complicatissimo, invece, piazzare gli altri esuberi: Bacca (valutato 20 milioni), interessa a Siviglia ed Olympique Marsiglia, club che però vorrebbero il colombiano gratis, così come il River Plate vorrebbe riaccollarsi Vangioni senza cacciare un centesimo. Zero euro anche per Andrea Bertolacci che tornerà al Genoa ma solo in prestito, mentre per Paletta ci sono discorsi avviati con Atalanta, Sassuolo e soprattutto Torino, senza però che l’affare sia mai entrato nel vivo. Infine Niang, valutato attorno ai 17 milioni, appetito dallo stesso Torino (potrebbe rientrare ancora nell'affare per Belotti), dal Fenerbache e da alcune squadre turche, ma per il quale nessuno sembra volersi spingere oltre un semplice prestito; la malsana gestione dell’ultimo Milan berlusconiano, insomma, continua a procurare danni al club rossonero anche dopo la sua dipartita.