14 novembre 2019
Aggiornato 20:00

Juve, Kean e quel rigore: giuste le critiche, ma adesso basta

Dal gol decisivo a Bologna al rigore sbagliato in primavera. Kean è stato prima esaltato e poi lapidato, nel giro di poche settimane. Ma ha soli diciassette anni. E, forse, servirebbe un po’ più di equilibrio nei giudizi.

Il baby talento juventino Moise Kean
Il baby talento juventino Moise Kean ANSA

ROMA - Preferiremmo non ci fosse mai la necessità di citarla, quella canzone di De Gregori che ogni appassionato di calcio sa a memoria, perché è evidente da sé, e a nulla serve ribadirlo, che non è dai calci di rigore, né da qualsiasi episodio estemporaneo, che si giudica un calciatore. Figurarsi, poi, se il calciatore in questione ha a malapena diciassette anni: un’età in cui gli errori possono capitare e, anzi, sono spesso molto utili. Eppure, quanto sta succedendo a Moise Kean, è il più classico di quei casi che gli inglesi chiamerebbero «from hero to villain»: da eroe a villano. Prima i record: primo calciatore del nuovo millennio ad esordire in Serie A e poi anche primo a segnare un gol. Un gol-vittoria, peraltro, seppur in una partita ininfluente. E aggettivi che si sprecano: dal più cauto «predestinato» al ben più ingombrante «fenomeno». Poi il rigore dell’altra sera, e la percezione che cambia in un attimo.

IL FATTO
Il rigore di cui si sta parlando è quello che Kean ha sbagliato a Reggio Emilia, nel corso della semifinale del campionato primavera, contro la Fiorentina. Rigore sbagliato anche molto male, con un cucchiaio ridicolo che non ha beffato il portierino viola, autore di una parata dalla facilità irrisoria. L’errore si è rivelato decisivo, ed è costato alla Juve l’eliminazione. Certo, magari bisognerebbe chiedersi prima come abbia fatto la Juve a farsi rimontare quando era avanti 1-0 e in vantaggio di un uomo, vista l’espulsione del giovane capitano della Fiorentina. Però l’errore resta, e le critiche pure. Come riporta Alessandro Oliva su Linkiesta, a Kean ne vengono dette di ogni: montato, nuovo Balotelli, mostro creato da Raiola. Tutto questo dove, direte voi? Sui social, ovviamente. Che poi verrà anche il momento di rivalutare l’importanza di quanto si scrive in rete, ché molti di questi «è polemica sui social» sarebbe meglio che ci rimanessero, sui social. Ma questo è un altro discorso.

CRITICHE ESAGERATE
Insomma, un altro caso di etichette che si mettono e si levano, a cui il calcio (italiano?) è ben abituato. Quanti ne abbiamo visto perdersi, più per colpa delle pressioni dell’ambiente, che per demeriti proprio. Un po’ di equilibrio nei giudizi non guasterebbe. Soprattutto se ha diciassette anni, e ha quel talento. Perché Kean è forte davvero e va coccolato. Non bastonato al primo rigore che sbaglia.