11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Ansia Milan: il closing rischia un nuovo slittamento

La società rossonera ufficializza la cancellazione dell’assemblea dei soci del 1 marzo, ma contemporaneamente arrivano segnati tutt’altro che rassicuranti sulla chiusura definitiva delle operazioni.

MILANO - «AC Milan informa che, in considerazione di quanto comunicato alla società dall'azionista di maggioranza Fininvest S.p.A., l’assemblea dei soci avrà luogo in seconda convocazione il 3 marzo 2017 alle ore 09.30 presso Casa Milan (via Aldo Rossi 8, Milano)». Questo il comunicato diffuso pochi minuti fa dall’ufficio stampa rossonero. Di per sè nessun problema, se non fosse che arriva al termine di una mattinata contrassegnata dalle voci - tutte piuttosto inquietanti - su nuovi problemi economici riscontrati nel trasferimento dei capitali da Sino-Europe Sports sui conti Fininvest per l'acquisto del Milan, con il conseguente rischio di un ennesimo slittamento del closing.

Problemi economici
Secondo voci sempre più insistenti, sarebbero emerse delle difficoltà economiche da parte di Yonghong Li, capofila del consorzio di imprenditori cinesi SES. Problemi che rischiano da scatenare una serie di effetti a cascata, tutti decisamente gravi.
Augurandoci che tutto possa rientrare tanto da garantire il perfetto svolgimento delle operazioni nei tempi e nei modi previsti, e cioè che Sino-Europe Sports finisca per far arrivare i 320 milioni rimanenti sul conto di Fininvest e acquisti quindi il 99,93% del pacchetto azionario dell’Ac Milan, non possiamo tralasciare i macabri scenari che iniziano a materializzarsi all’orizzonte.

Silvio, che fai?
In caso di mancato versamento di quanto pattuito infatti, tutto passerebbe nuovamente nella mani di Silvio Berlusconi, che a quel punto, con il coltello dalla parte del manico, avrebbe 3 opzioni. La prima: Fininvest dice basta, si tiene i 200 milioni di caparra già versata e mantiene la proprietà del Milan. La seconda: viene concessa a Sino-Europe Sports un’ulteriore proroga per arrivare al closing. La terza: possibile accordo tra le parti per tramutare i soldi versati da SES in una percentuale di azioni del club.
Naturalmente la situazione è in continua evoluzione, ma una domanda a questo punto sorge spontanea: ma Silvio Berlusconi non aveva giurato e spergiurato che avrebbe ceduto la sua creatura solo ad acquirenti altamente affidabili che avrebbero riportato la squadra rossonera in cima al mondo? Perchè se queste sono le premesse, c’è davvero poco da stare tranquilli.