18 settembre 2019
Aggiornato 13:30

I team avversari votano contro alla Ferrari: il trucchetto Mercedes torna legale

Sulle sospensioni idrauliche delle Frecce d'argento e della Red Bull, per le quali la Rossa aveva ottenuto inizialmente il parere negativo dalla Federazione, le altre squadre l'hanno messa in minoranza: per loro non vanno proibite

Mercedes, Ferrari e Red Bull in pista
Mercedes, Ferrari e Red Bull in pista Pirelli

ROMA – Clamorosa retromarcia: le sospensioni idrauliche di Mercedes e Red Bull tornano legali. Non accenna a chiudersi, anzi riserva continui colpi di scena, la polemica tecnica di questo pre-campionato 2017 di Formula 1. Ad innescarla, qualche settimana fa, è stata proprio la Ferrari, che ha inviato una furba richiesta di chiarimenti, firmata dal suo capo progettista Simone Resta, alla Federazione internazionale dell'automobile chiedendole di esprimersi sulla regolarità del trucchetto ideato dai due diretti rivali. Si tratta, in parole povere, di un sistema studiato per modificare l'altezza da terra della monoposto in corsa, così da massimizzare il carico aerodinamico in ogni momento del giro: un sistema, però, molto simile a quelle sospensioni attive introdotte negli anni '90 e subito proibite dal regolamento.

Ricorsi e controricorsi
La prima risposta della Fia era sembrata dare ragione all'interpretazione del Cavallino rampante: il direttore di gara Charlie Whiting aveva infatti ribadito che le sospensioni sono degli elementi meccanici della vettura, dunque non dovrebbero influire sull'assetto aerodinamico. Ma il parere dei giudici si fermava qui, dunque non si spingeva al punto di proibire la soluzione adottata per tutta la passata stagione dalle Frecce d'argento e dalle Lattine. A quel punto sono dunque state le due scuderie avversarie a voler andare a fondo della questione, presentando un ricorso e risollevando il problema all'ultimo meeting dei tecnici delle varie squadre. E in quella sede, rivela la rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport, la Rossa è stata messa clamorosamente in minoranza: solo tre team si sono schierati a favore di Maranello, mentre gli altri sette hanno votato contro. I pareri favorevoli alla messa al bando del dispositivo, insomma, non sono stati sufficienti, come a dire che la questione, dal punto di vista formale della Federazione, si può chiudere qui. Ma è difficile prevedere che questa aperta ribellione delle squadre rivali alla Ferrari non abbia nessuna ripercussione nel prossimo futuro: Maurizio Arrivabene e i suoi potrebbero infatti chiedere ulteriori precisazioni formali sul potenziale vantaggio che Mercedes e Red Bull rischierebbero di ottenere fuori dal regolamento. E la risposta definitiva potrebbe non arrivare fino alle ultime verifiche tecniche alla vigilia del Gran Premio inaugurale della stagione, a fine marzo in Australia. Saranno i commissari ad esaminare tutte le monoposto e a dare l'ultima parola: e se la loro decisione fosse proprio quella, senza precedenti, di dichiarare irregolari le vetture prima e seconda classificata dell'ultimo Mondiale?