24 febbraio 2024
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Milan dei giovani: istruzioni per l’uso

Oggi più che mai l’argomento del giorno in casa Milan è la gestione dei tanti talenti di stanza a Milanello. In primis Donnarumma e Locatelli, ma il discorso può essere esteso anche a Romagnoli, Calabria, Suso, Pasalic etc. etc.

MILANO - Nel florilegio di dichiarazioni più o meno puntuali su quello che sembra essere diventato il tema del giorno, «Il Milan dei giovani: istruzioni per l’uso», la più sensata è inappuntabile è stata una frase di Giovanni Galli, grande ex portiere del Milan di Sacchi: «Ragazzi così giovani non solo hanno il diritto di sbagliare, hanno il dovere di farlo, perchè solo così il loro percorso di crescita sarà corretto».

Il capitale umano

Chissà se il messaggio è arrivato forte e chiaro a tutti i soloni del calcio che da qualche settimana a questa parte, complice qualche svarione di troppo da parte dei gioiellini rossoneri, non fanno altro che bacchettare i talentuosi baby fenomeni di Casa Milan. La verità è che Vincenzo Montella può contare su un capitale umano invidiabile quanto a talento, molto meno dal punto di vista dell'esperienza e della maturità. Il risultato è che mentre l’allenatore rossonero, dall’alto della sua indiscutibile intelligenza, qualche passaggio a vuoto l’aveva messo abbondantemente in conto, tutto il resto dell’universo Milan evidentemente non l’ha fatto.

Banco degli imputati

Così i due giovani virgulti del vivaio rossonero, Gianluigi Donnarumma e Manuel Locatelli, sono finiti inopinatamente sul banco degli imputati dopo l’eliminazione rimediata mercoledì scorso in Coppa Italia e la successiva sconfitta di Udine. Ora, è probabile che i baby campioni rossoneri non abbiano fornito al cospetto di bianconeri piemontesi e friulani le loro prestazioni più scintillante (soprattutto il Loca, che dall’alto dei suoi 19 anni appena compiuti è il più anziano dei due), ma questo è il momento in cui tutti coloro che amano il Milan, dalla società allo staff tecnico, per finire ai tifosi, hanno il dovere di stringersi attorno ai ragazzi. 

Tutto sulle loro spalle

Nessuno deve permettersi il lusso di dimenticare che stiamo parlando di due ragazzi, ancorchè prossimi a diventare autentici fenomeni. Oggi possiamo dire che l’azzardo più grande commesso finora in casa Milan è stato quello di caricare sulle giovani spalle di Gigio e Loca tutto il peso e la responsabilità di una squadra blasonata e ricca di storia come il Milan. Entrambi hanno superato gli esami a pieni voti ma consentire a Donnarumma e Locatelli di sbagliare serenamente, per poi imparare dai loro errori (come siamo certi che hanno già iniziato a fare Manuel dopo l’espulsione meritata a Torino e l’erroraccio sul primo gol dell’Udinese e Gigio dopo le indecisioni contro il Napoli e il bis dei friulani), può rivelarsi uno step fondamentale per garantire una crescita naturale e corretta ai due rossoneri.

Le chiacchiere di Raiola

Una considerazione finale la merita il fenomenale portiere di Castellammare di Stabia. In questi giorni, con una ripetitività ossessiva e preoccupante, abbiamo letto le cifre sconcertanti che Mino Raiola pare intenzionato a chiedere alla nuova dirigenza cinese per blindare Gigio al Milan. Una forbice variabile dai 5 milioni di euro netti l’anno, secondo le indiscrezioni della stampa italiana, agli oltre 190 mila euro a settimana (praticamente 10 milioni di euro netti l’anno), secondo i colleghi d’oltremanica. Nessun dubbio sul fatto che Donnarumma meriti uno stipendio da top player, il suo infinito talento va premiato, ma forse è arrivato il momento che Raiola la smetta di predicare bene e razzolare male. Continuare a ripetere «Basta parlare di Donnarumma» quando lui è il primo a farlo non è più tollerabile, adesso occore dare un taglio a certe chiacchiere, ormai diventate pesanti e difficili da metabolizzare perfino per un iceberg come Gigio.