19 ottobre 2019
Aggiornato 09:30

Ferrari al bivio: se non vince, Sebastian Vettel va in Mercedes

Dalla competitività che saprà garantire nel 2017 dipende tutto il futuro prossimo della Rossa. O sfrutterà il cambio regolamentare per realizzare una monoposto vincente, oppure il suo pilota leader potrebbe stufarsi di aspettare

Lewis Hamilton e Sebastian Vettel: sarà la coppia della Mercedes 2018?
Lewis Hamilton e Sebastian Vettel: sarà la coppia della Mercedes 2018? Red Bull

ROMA – Si scrive 2017, si legge anno zero. Per la Ferrari, il Mondiale di Formula 1 che sta per cominciare non è una stagione come le altre. È molto di più: addirittura il crocevia da cui dipenderà tutto il futuro prossimo della Scuderia. A livello tecnico, Maranello ha sul piatto un'occasione che rimarrà irripetibile anche per molti anni a venire: un regolamento completamente rivoluzionato, in particolare sul fronte del telaio. Che ha costretto tutti i team a ripartire praticamente da un foglio bianco nella progettazione delle loro monoposto e, dunque, potrebbe consentire agli inseguitori della Mercedes (se sapranno trovare le soluzioni più efficaci) di colmare in un colpo solo il divario dalle Frecce d'argento. Dal lavoro dello staff di ingegneri coordinato da Mattia Binotto, insomma, dipenderà la direzione di sviluppo che la Rossa imboccherà in questa annata, e che è destinata a continuare a seguire anche per tutta la durata di questo ciclo che si appresta a cominciare.

Sirene tedesche
Ma il 2017 è fondamentale per l'avvenire della Ferrari non solo sul fronte tecnico, ma anche su quello umano. A fine anno, infatti, scade il primo contratto triennale firmato da Sebastian Vettel. E, per convincere il quattro volte campione del mondo a restare in Italia, un aumento di stipendio potrebbe non bastare: servono i fatti. Bisogna garantirgli che il promettente inizio del 2015 non è stato un fuoco di paglia, che il Cavallino rampante ha in seno le risorse necessarie a riportarlo al successo, a lottare per il Mondiale. Di più: a inaugurare un'era vincente degna di quella del suo connazionale e illustre predecessore Michael Schumacher, la cui leggenda alimentò i sogni d'infanzia del piccolo Seb e lo ha più recentemente spinto ad abbracciare la sfida rossa. Altrimenti, per lui è già pronta l'offerta che tutti i piloti di Formula 1 sognano: quella della Mercedes. Che ha appena siglato un accordo con Valtteri Bottas valido solo per una stagione, come scelta di transizione in vista della scadenza dei contratti di tanti campioni a fine anno. E proprio Vettel è il sogno proibito della casa di Stoccarda: un pilota vincente, capace di tenere testa a Lewis Hamilton e di costruire con lui un nuovo dream team, ma soprattutto tedesco, come quel Nico Rosberg che ha appena appeso il casco al chiodo.

La storia si ripete
Sebastian, insomma, si trova davanti un bivio non così diverso da quello che dovette affrontare il suo eroe Schumi alla fine degli anni '90. All'epoca le Frecce d'argento che tentarono il campione tedesco erano quelle della McLaren, comunque motorizzata Mercedes e reduce da due titoli consecutivi con Mika Hakkinen. Tra la solida certezza di una squadra già vincente e il sogno di riportare alla vittoria il Cavallino, Michael alla fine scelse quest'ultimo. Ma la sua non fu una decisione dettata solo dal cuore: fu anche merito di quella Ferrari, che gli seppe dimostrare tutte le sue doti e il suo potenziale ancora inespresso. Quella era la squadra di Luca di Montezemolo, Jean Todt e Ross Brawn. Quella di oggi, targata Sergio Marchionne, Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto, saprà ripeterne la fulminante ascesa? La risposta la conosceremo solo durante questa stagione 2017. E, proprio da questa risposta, dipenderà lo scioglimento dei tanti dubbi che albergano nella mente di Sebastian Vettel. Nonché la speranza di trattenere a Maranello il leader designato della Ferrari del futuro.