12 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Supercoppa, il Milan vince e riscrive la storia

I pronostici della vigilia erano tutti per la Juventus, ma il divario tecnico ipotizzato in fase di presentazione, poi in campo non si è visto. Merito della partita gagliarda dei ragazzi di Montella, bravi a giocare una partita con il coltello tra i denti e ribattere colpo su colpo alle offensive bianconere. Alla fine la vittoria è meritata, anche se giunta solo dopo i calci di rigore.

MILANO - A Doha il Milan riscrive la storia. Malgrado i favori del pronostico fossero alla vigilia tutti per la Juventus pentacampione d'Italia, la squadra di Montella si aggiudica la Supercoppa Italiana 2016, la settima della sua storia, disputando una partita tutto cuore, un match giocato con il coltello tra i denti al cospetto dello squadrone bianconero. E alla fine la spunta ai rigori, superando la Juventus per 5-4, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul risultato di 1-1 grazie ai gol, entrambi nel primo tempo, di Chiellini su azione da calcio d'angolo e di Bonaventura, con una gran bella torsione di testa su cross pennellato di Suso.

Bravi tutti

Una partita nel complesso bellissima, ricca di spunti e di azioni da gol da una parte e dall'altra. Merito indubbiamente delle qualità tecniche dei bianconeri, ma soprattutto del coraggio e della dedizione dei ragazzi di Montella, capaci di affrontare ad armi pari i più titolati avversari e ridurre in maniera sorprendente il divario ipotizzato alla vigilia. 

La lotteria dei calci di rigore si apre con un errore, intollerabile per un rigorista come lui, di Gianluca Lapadula, subito annullato da quello dello juventino Mandzukic. Poi segnano tutti fino alla gran parata di Gianluigi Donnarumma su Dybala e la trasformazione decisiva del croato Pasalic.

Da segnalare la pessima prestazione del colombiano Bacca, protagonista in negativo del match con almeno due clamorosi gol mangiati sotto porta e sempre più ai margini del progetto tecnico di Vincenzo Montella. La volontà della nuova proprietà cinese è di tenerlo a Milanello, ma se il suo rendimento in campo poi deve essere questo ancora per molto, forse è il caso di fare un ragionamento approfondito sulla questione.