20 aprile 2019
Aggiornato 02:00

Milan, lo strampalato progetto di Berlusconi prende forma

L’omaggio organizzato dalla curva sud a Silvio Berlusconi nel giorno del derby sembra aver sconvolto il presidente rossonero. Tanto da aver messo in piedi un piano alternativo da presentare ai cinesi in caso di mancato versamento dei 420 milioni dovuto entro il 13 dicembre.

MILANO - Mancano poco più di due settimane a quello che si annuncia come un cambiamento epocale per l’Ac Milan, ma ogni giorno che passa, anzichè crescere le certezze, aumentano i dubbi su quello che potrebbe essere l’esito definitivo dell’operazione closing. Facciamo il punto della situazione: il 13 dicembre scade il termine ultimo, fissato tra le parti al momento del pagamento della caparra di 100 milioni di euro, per il saldo degli ulteriore 420 milioni che Sino-Europe Sports deve ancora versare alla Fininvest. Al momento non ci sono segnali concreti che l’affare possa saltare, ma nemmeno che debba concludersi con serenità entro il giorno fissato per il closing.

Nuove ambizioni

Ecco allora prendere forma uno scenario del tutto sconvolgente, che avrebbe come fine stratega l’attuale proprietario del Milan Silvio Berlusconi. Non è un mistero che l’omaggio tributato dalla curva sud al presidente rossonero abbia avuto come effetto immediato la capacità di ringalluzzire il patron di Arcore, rinvigorire le sue ambizioni di dominio e far tornare a galla il desiderio di sedersi nuovamente al tavolo delle trattative per un rilancio che avrebbe dell’incredibile.

Il nuovo scenario

L’idea di Berlusconi è semplice. Se i cinesi versano tutto quanto dovuto entro i termini previsti dall’accordo, nessun problema e la questione si chiude lì. Se invece dovessero materializzarsi problemi per Sino-Euro Sports legati all’esportazione di capitale all’estero ecco la geniale suggestione berlusconiana: proroga concessa dal numero uno del Milan (previo versamento di altri 100 milioni come ulteriore caparra) e rinvio del closing di almeno 6 mesi per mancata raccolta dei fondi promessi, con conseguente negoziazione di un nuovo accordo alle condizioni di Berlusconi stesso. Quali siano queste condizioni è evidente: mantenimento dello status quo dirigenziale almeno fino a fine stagione e paralisi di ogni tipo di strategia di rinnovamento messa in piedi nelle ultime settimana dalla nuova società formata da Yonghong Li, Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli etc. etc.

Popolo rossonero in ansia

Un’ipotesi che avrebbe il potere di congelare l’entusiasmo del popolo rossonero, ormai in pieno countdown in vista del 13 novembre che sarà ricordato come il giorno della liberazione. Se ne faccia una ragione il presidente Berlusconi, il meraviglioso striscione della curva sud la sera del derby deve essere considerato per quello che è: un omaggio ad un fantastico trentennale di successi, non un invito a restare e continuare a far danni come l’ultimo mortificante quinquennio del Milan.