21 febbraio 2019
Aggiornato 22:30

Mihajlovic tagliente: «Questo Milan è merito mio»

L’ex allenatore rossonero rivendica alcune delle scelte che hanno contribuito al rilancio in grande stile del Milan attuale: dall’esordio di Donnarumma alla richiesta di Romagnoli, fino al blocco di Niang, destinao al Leicester nel mercato di gennaio.

MILANO - Che si tratti di un personaggio tutt’altro che accomodante non è un mistero per nessuno, ma stavolta Sinisa Mihajlovic è riuscito a superare sè stesso. Non che le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera contengano una sola oncia di falsità, ma rivendicare e arrogarsi con cotanta protervia i meriti dell’esplosione del nuovo Milan è sembrata una piccola forzatura. «Prima di dare un giudizio definitivo sul mio operato in rossonero penso si debba considerare tutto quello che è successo. Innanzitutto il tempo sprecato all’inizio: abbiamo perso tempo le prime 7-8 partite perché abbiamo giocato con il 4-3-1-2, come voleva il presidente Berlusconi, anche se era chiaro che non era il modulo adatto. Dopo la partita con il Napoli ho detto basta e i risultati si sono visti».

Esonero che brucia

Ciò che proprio non sembra andare giù a Sinisa Mihajlovic è l’esonero a sei giornate dalla fine, oltre al fatto che qualcun altro oggi raccolga i frutti di quello che il tecnico serbo considera lavoro suo: «Mi dispiace essere stato mandato via dopo la partita con la Juve, la migliore che abbiamo giocato. A quel punto ho lasciato il Milan in finale di Coppa Italia e in Europa League ma sappiamo com’è andata a finire».

Tutti gli uomini di Sinisa

E qui arriviamo ai meriti che l’attuale allenatore del Torino si attribuisce: «Innanzitutto l’esordio di Donnarumma. E poi Romagnoli che non sarebbe mai venuto a Milano senza di me perché nessuno voleva spendere 25 milioni, una cifra che sembrava esagerata allora, ma in prospettiva non lo era. Anche quella volta ho convinto il presidente. Lui diceva che era troppo caro, io ho insistito e ho proposto «Facciamo così, se quando vorrà rivendere Romagnoli lo fa per meno di 25 milioni la differenza la metto io; se lo vende a di più facciamo a metà». Mi sembra sia arrivata un’offerta dal Chelsea per il doppio. E poi Niang, con me ha giocato titolare, mi sono esposto io per non farlo vendere a gennaio, perché doveva andare al Leicester. Senza questi tre giocatori, il Milan oggi sarebbe meno forte. E meno ricco».

Le scelte sbagliate

A voler essere polemici basterebbe ricordare a Sinisa Mihajlovic che è merito suo anche se il Milan l’anno scorso ha mandato a svernare rispettivamente a Genova e a Bergamo due calciatori che si stanno rivelando indispensabili in questa stagione come Suso e Paletta. E contemporaneamente aver deciso di puntare su discutibili talenti come Rodrigo Ely o Keisuke Honda, oggi autentici emarginati in casa Milan. Ma noi non vogliamo essere polemici e ringraziamo di cuore il tecnico serbo per aver lanciato Donnarumma, aver preteso Romagnoli ed aver bloccato Niang. Checchè ne dica il presidente Berlusconi, questo è anche un po’ il Milan di Mihajlovic.