17 settembre 2019
Aggiornato 00:30

Ora Max Verstappen è davvero tra i grandi: «Come Senna e Schumacher»

La rimonta finale dal quattordicesimo al terzo posto sotto il diluvio di San Paolo ha incoronato il talentino della Red Bull tra i migliori piloti della Formula 1. E, a soli 19 anni, gli addetti ai lavori già lo paragonano ai giganti del passato

Max Verstappen sul podio del Gran Premio del Brasile
Max Verstappen sul podio del Gran Premio del Brasile Red Bull

SAN PAOLO – Se fino a ieri Max Verstappen era poco più che una promettente matricola della Formula 1, il Gran Premio del Brasile 2016 ha rappresentato la sua tesi di laurea. Di fronte all'esame di guida sostenuto ieri dal talentino della Red Bull, perfino i più scettici non hanno potuto fare a meno di togliersi il cappello, e accoglierlo definitivamente nella ristretta cerchia dei grandi. Anzi, dei più grandi: la sua strabiliante prestazione sotto il diluvio di Interlagos si è infatti meritata paragoni impegnativi, come quello con Ayrton Senna a Montecarlo 1984 o con Michael Schumacher a Barcellona 1996. «Sì, penso che sia stata una gara allo stesso livello di quei momenti straordinari – sostiene il suo team principal Christian Horner – Ciò a cui abbiamo assistito è stato qualcosa di molto speciale, non capita spesso di vedere un Gran Premio così».

I primi inconvenienti
Su un asfalto talmente fradicio da avere tratto in inganno perfino campioni come Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen nelle prime fasi di gara, Verstappen ha subito messo in chiaro le sue doti di guida sul bagnato con due brillanti sorpassi su Raikkonen e sul leader del Mondiale Nico Rosberg che lo avevano portato fino al secondo posto. «Al via ha subito superato Kimi, con una manovra molto decisa alla curva 1, e ha messo in chiaro come avrebbe guidato per tutto il pomeriggio – racconta Horner – Alla successiva ripartenza una mossa piuttosto audace su Nico all'esterno della curva 3 è stata solo l'inizio». Ma un testacoda ad alta velocità sul rettilineo principale (che solo lui sa come ha fatto a non trasformare in uno schianto con il muretto) e soprattutto un errore strategico dei suoi tecnici (la scelta di montare le gomme intermedie quando la pioggia si stava intensificando) sembravano essergli definitivamente costati il podio. «Dopo il testacoda la maggior parte del muretto si è dovuta cambiare le mutande, ma lui via radio si è dimostrato estremamente calmo, ha mantenuto il controllo – prosegue il numero uno delle Lattine – La strategia? Dopo la bandiera rossa pareva che le intermedie fossero le gomme più adatte. Come abbiamo visto molte volte, quando si scaldano diventano le più performanti. Daniel le aveva appena montate e andava un secondo più veloce di tutti, quindi abbiamo deciso di rischiare e di cambiarle anche a Max. Purtroppo subito dopo la pioggia è aumentata, abbastanza da rendere l'ultimo intermedio molto pericoloso. E, quando è entrata in pista la nuova safety car, abbiamo preso la difficile decisione di sacrificare le posizioni in pista a favore di una gomma più sicura».

Il sorpasso di Verstappen su Nico Rosberg
Il sorpasso di Verstappen su Nico Rosberg (Red Bull)

Capolavoro finale
È a quel punto, invece, che Max ha realizzato il suo capolavoro: dopo essere tornato agli pneumatici da bagnato, si è gettato in una clamorosa rimonta dal quattordicesimo al terzo posto in appena dodici giri, facendo un sol boccone tra gli altri del suo compagno di squadra Daniel Ricciardo e di Vettel. «Nel finale era tutto nelle sue mani – aggiunge Horner – E ha disputato una gara incredibile, perdendo pochissimo tempo in ciascun sorpasso e riuscendo ad arrivare terzo. Ha dimostrato di che talento si tratta». Un trionfo di guida, ma anche di intelligenza, per le scelte oculate che il 19enne ha saputo compiere proprio nei momenti chiave della corsa: come durante le neutralizzazioni con la safety car, che ha utilizzato per sperimentare traiettorie diverse e capire in quali punti il tracciato offriva più aderenza, per poi sfruttare questi dati nei sorpassi successivi. «Stava esplorando le diverse parti dell'asfalto – spiega il suo boss – Tutti questi ragazzi vengono dal kart e quello che ha utilizzato era proprio un approccio da kart: prendeva l'esterno, tagliava e cercava il miglior grip. Non ho visto nessuno farlo a questo livello, oggi era ad un livello superiore». Tanto da meritarsi i complimenti perfino di un avversario, uno che Ayrton Senna l'ha conosciuto e sfidato davvero in pista: il tre volte campione del mondo, oggi presidente della Mercedes, Niki Lauda: «Sapevo che era bravo, ma quello che ha fatto oggi è incredibile». E, se lo dice lui...