24 maggio 2022
Aggiornato 15:00
Il pilota tedesco esagera al volante?

Le partenze di Sebastian Vettel di nuovo sotto accusa: «Troppo aggressivo»

Anche domenica nel Gran Premio degli Stati Uniti il ferrarista ha innescato un incidente al via, dal quale stavolta se l'è cavata senza un graffio. Ma il suo connazionale Nico Hulkenberg non l'ha presa bene e lo ha attaccato

La partenza del Gran Premio degli Stati Uniti di domenica
La partenza del Gran Premio degli Stati Uniti di domenica Foto: Mercedes

AUSTIN – Il suo distantissimo quarto posto al traguardo non ha soddisfatto le aspettative dei tifosi, ma non si può certamente dire che Sebastian Vettel si sia risparmiato, neppure nel Gran Premio degli Stati Uniti. Fin dalla partenza. Per rimontare dalla deludente sesta piazza sulla griglia, infatti, il ferrarista è scattato a molla sul rettilineo di Austin e si è buttato con il coltello tra i denti nella mischia della prima curva. Tanto da stringere in una morsa dall'esterno, insieme a Valtteri Bottas che aveva preso la traiettoria interna, il povero Nico Hulkenberg, innescando un effetto domino che ha portato il pilota della Williams a forare e quello della Force India a ritirarsi per la rottura del braccetto dello sterzo. Il suo connazionale non l'ha certo presa bene: «Non mi ha lasciato abbastanza spazio, mi ha stretto a sandwich – ha protestato Hulkenberg – Non potevo andare da nessuna parte: Sebastian è stato troppo aggressivo e ha provocato questo incidente inutile, molto frustrante e fastidioso». Un'accusa che Seb ha respinto al mittente: «Non l'ho visto, quindi non so dove volesse andare – ha raccontato – Ero concentrato sulle due Red Bull davanti a me, cercavo di staccare un po' più tardi di loro e batterne almeno una in trazione in uscita di curva. Ma nel momento in cui ho girato, a metà piega ho sentito il colpo. Non so cosa abbia cercato di fare Nico, volevo guardarlo ma è facile sbagliarsi quando si arriva in cima alla salita. Semmai sono stato fortunato a riuscire a proseguire senza danni dopo una botta del genere». La direzione gara ha dato ragione al quattro volte iridato, decidendo di non procedere con alcuna sanzione al termine della loro indagine, ma certo è che non si tratta della prima occasione in cui Vettel finisce nell'occhio del ciclone per le sue partenze arrembanti: basti pensare a quanto accadde un mese fa a Sepang, dove colpì Nico Rosberg e fu costretto ad alzare bandiera bianca. Segno che la sua voglia di dare il massimo non è stata scalfita nemmeno dalla scarsa competitività della sua SF16-H.

Ma se la prende con Verstappen
La Federazione internazionale dell'automobile, però, ha deciso di dare un ulteriore giro di vite sulle manovre pericolose dei piloti in pista, con la cosiddetta norma Verstappen. Per evitare che si ripetessero casi come gli incidenti sfiorati dal giovane rampante della Red Bull con Kimi Raikkonen in Ungheria e Belgio e con Lewis Hamilton in Giappone, infatti, i federali hanno scritto nero su bianco quella che finora era solo una prassi di guida: cambiare traiettoria per difendere la posizione in frenata non è solo vietato, ma è un comportamento che da oggi in poi potrebbe essere anche penalizzato dai commissari. E pensare che proprio Vettel è stato uno dei più severi critici del piccolo Max sotto questo aspetto: «Quando arrivai in Formula 1 era chiaro che ci fosse una sorta di regola non scritta – ha spiegato – Ultimamente c'è stato chi non l'ha rispettata e l'ha fatta franca, perciò il messaggio è che vogliamo evitare che tutti inizino a farlo. Altrimenti sarebbe sbagliato e sarebbe solo questione di tempo prima che succeda qualcosa di brutto. Penso che sia una mossa giusta». L'eccesso di aggressività, evidentemente, è solo una questione di punti di vista.