26 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Una carriera costellata di controversie

Retroscena shock di Pernat: «Come finì la polemica Simoncelli-Lorenzo»

Il manager genovese è fortemente critico nei confronti di Por Fuera per l'ennesima lite scatenata contro Valentino Rossi. E ne rievoca il precedente più grave, frutto del clima ostile che creò nel 2011 contro il Sic

Jorge Lorenzo nella conferenza stampa di Misano
Jorge Lorenzo nella conferenza stampa di Misano Michelin

ROMA – Questa volta Jorge Lorenzo l'ha fatta davvero grossa. Le accuse gratuite di scorrettezza a Valentino Rossi in mondovisione, nella conferenza stampa post Misano, gli hanno attirato addosso le critiche di tutto il mondo della MotoGP. L'ultimo, ma solo in ordine di tempo, a stigmatizzare il comportamento di Por Fuera è stato lo storico manager Carlo Pernat. Intervenendo nella trasmissione televisiva Paddock, il procuratore di Andrea Iannone ha infatti difeso il Dottore (che fu suo assistito a inizio carriera), ricordando come questo episodio sia solo l'ultimo di una lunga lista di polemiche innescate dal campione maiorchino: «Tutti per lui sono aggressivi, manca Viñales ma presto ce ne sarà anche per lui». E in questa lista ha inserito anche un caso più clamoroso degli altri: quello che nel 2011 riguardò il povero Marco Simoncelli, di cui era manager. «Lorenzo è stato quello che è andato contro Simoncelli per primo, fino a fagli arrivare due pallottole a casa – racconta – È andato a rompere anche con Iannone».

La vicenda rievocata da Pernat, culmine di una serie di minacce di cui il Sic fu infatti vittima all'epoca, scaturì proprio da un clima ostile creato dal pilota spagnolo della Yamaha nei confronti del suo collega, dunque per questo il manager genovese lo ritiene responsabile di quel gesto, per quanto ovviamente solo in maniera indiretta. Carletto si spinge poi a prevedere anche l'esito del prossimo matrimonio che, dal 2017, legherà Lorenzo alla Ducati, dove prenderà proprio il posto del suo attuale pupillo Iannone: «Lorenzo a livello simpatia e comunicazione non ha fatto una bella scelta, ma è stato fortemente voluto da Gigi Dall’Igna. In MotoGP ha solo guidato la Yamaha, una moto che ti porta a spasso bene. La Ducati è il contrario. Però avrà dalla sua le prime tre gare, che si correranno su circuiti favorevoli alla Rossa».

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