10 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

La Mercedes «se la fa sotto», ma vince. E Rosberg rimette le mani sul Mondiale

La strategia azzeccata della Red Bull ha rischiato di vanificare gli oltre venti secondi di vantaggio che il tedesco si era costruito. Ma alla fine, seppur con un margine risicato, Nico si è preso vittoria e primato. E Hamilton giura rivincita

Nico Rosberg spruzza lo champagne dal gradino più alto del podio di Singapore
Nico Rosberg spruzza lo champagne dal gradino più alto del podio di Singapore Mercedes

SINGAPORE«Verso la fine, al box ce la siamo quasi fatta addosso», confessa con un sorriso e con un sospiro di sollievo il team principal della Mercedes Toto Wolff, nel momento in cui il suo Nico Rosberg taglia per primo il traguardo del Gran Premio di Singapore. E non deve sorprendere che, per usare una metafora più aggraziata, gli uomini in argento abbiano trattenuto il fiato fino all'ultimo metro di una gara che pure avevano dominato ininterrottamente dalla partenza. Negli ultimi 15 giri, quando Rosberg poteva contare su un rassicurante vantaggio di oltre venti secondi, è infatti cominciata la cavalcata di Daniel Ricciardo, che lo ha portato a soli quattro decimi dal vincitore alla bandiera a scacchi. «Giù il cappello alla Red Bull, hanno azzeccato una strategia grandiosa – ammette Wolff – Il suo passo era straordinario, emozionante, incredibile. Così dovrebbe essere la Formula 1 in ogni secondo di ogni gara».

Rosberg in testa alla gara fin dalla partenza a Marina Bay
Rosberg in testa alla gara fin dalla partenza a Marina Bay (Red Bull)

Ricciardo arriva a un passo
Merito della decisione del muretto dei bibitari di richiamare ai box il pilota australiano per montare un treno di gomme supersoft nuove, che hanno ridato alla sua vettura la competitività di cui aveva bisogno per portare l'assalto finale. «All'inizio, quando mi avevano proposto una strategia con tre soste, ero un po' esitante – racconta Ricciardo – Invece i tecnici avevano ragione. Quando sono rientrato per l'ultimo pit stop, pensavo che anche Nico avrebbe fatto lo stesso, perciò ho iniziato a spingere al massimo. Non pensavo a cosa sarebbe successo, solo a raggiungerlo e a mettergli pressione. Alla fine le mie gomme erano morte, ma almeno ci sono arrivato vicino e ho reso emozionante il finale». Peccato solo per quella prima vittoria che continua a sfuggirgli: «Ci ho davvero provato, ho fatto tutto ciò che potevo. E ci sono arrivato vicino come tante altre volte quest'anno. Ma non sono deluso, sono di nuovo salito sul podio ed è stato grandioso».

Il podio di Singapore: Rosberg, Ricciardo e Hamilton
Il podio di Singapore: Rosberg, Ricciardo e Hamilton (Red Bull)

Il controsorpasso
Dall'abitacolo, in compenso, il vincitore Nico Rosberg non ha poi tremato così tanto per la rimonta in extremis del suo inseguitore: «A 15 giri dal traguardo mi hanno avvisato che Daniel sarebbe arrivato molto vicino a me verso fine gara – spiega il tedesco – Sono rimasto concentrato, non ho sbagliato nulla e le gomme non mi hanno tradito. Quando ho iniziato l'ultimo giro, sapevo che ce l'avrei fatta». E questo successo vale doppio per Nico, poiché gli consente dopo cinque gare di tornare in testa al Mondiale, con otto punti di vantaggio, quando di GP alla conclusione della stagione ne mancano solo sei. «Non penso ai punti, sono solo felice di aver vinto oggi», taglia corto lui. Ma ai punti avrà sicuramente pensato il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, che non è riuscito ad andare oltre il terzo posto. «È stata una giornata difficile, ho sofferto di surriscaldamento ai freni per tutta la gara – rivela il campione del mondo in carica – Ed è stato un weekend complicato per me, come sempre a Singapore». Eppure, anche dopo questa grossa delusione, ad arrendersi il pilota anglo-caraibico non ci pensa nemmeno: «Con tutto quello che mi è successo quest'anno, sono ancora in lotta e mancano ancora parecchie gare – dichiara – Ho recuperato da 43 punti di svantaggio, per cui otto non sono niente».