2 marzo 2024
Aggiornato 21:00
Il Mondiale a rischio attentati

Il GP di Singapore nel mirino dei terroristi Isis

Arrestati ieri notte in Indonesia sei sospetti fanatici dello Stato islamico che avevano pianificato un attacco missilistico al circuito cittadino di Marina Bay che si sarebbe dovuto svolgere in coincidenza con la gara di Formula 1

Il circuito cittadino di Marina Bay a Singapore
Il circuito cittadino di Marina Bay a Singapore Foto: Pirelli

SINGAPORE – È stato fortunatamente sventato il piano dei terroristi dell'Isis che aveva come obiettivo dichiarato il Gran Premio di Formula 1 a Singapore, in programma il mese prossimo. Sono finiti infatti agli arresti ieri notte, riporta il quotidiano inglese Mirror, sei sospetti fanatici dello Stato islamico, che avevano pianificato un attentato missilistico al circuito Marina Bay che si sarebbe dovuto mettere in atto tra pochissime settimane, in occasione della gara notturna del Mondiale. La banda intendeva lanciare dei razzi verso il lungomare di Singapore, dove ha sede la pista cittadina, che attraversa la nota ed enorme ruota panoramica e un grande casinò, facendoli partire dall'isola di Batam, situata a poco più di 16 km dalla città stato, ma sotto controllo dell'Indonesia.

E proprio un indonesiano sarebbe la mente di questa operazione
Gli arrestati, secondo le forze dell'ordine locali, sarebbero infatti legati al 32enne Bahrun Naim, un laureato in informatica accusato di aver organizzato il massacro di Giacarta di sei mesi fa e ora arruolatosi nelle file dell'Isis in Siria. «Questo dimostra in quanti modi diversi i nostri nemici stiano pensando di attaccarci – ha commentato gli arresti il ministro degli interni di Singapore, Kasi Shanmugam – I terroristi cercheranno di penetrare attraverso i nostri checkpoint, ma anche di lanciare attacchi da poco lontano. Per non parlare delle iniziative dei lupi solitari». Proprio questa settimana il primo ministro di Singapore, Lee Loong, ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama promettendogli l'invio di equipe mediche in Iraq in sostegno alle forze di combattimento in guerra contro l'Isis.