24 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Il boss al giro di boa della stagione

Livio Suppo: «Marc Marquez quest'anno è più forte. Ma Valentino Rossi...»

Il team principal della Honda spiega perché il suo pupillo quest'anno è maturato, al punto da riuscire a superare i limiti della moto e portarla in testa alla classifica mondiale: «Eppure il Dottore resta super forte, ed è ancora in corsa»

Marc Marquez festeggia la vittoria del GP di Germania con il team Honda
Marc Marquez festeggia la vittoria del GP di Germania con il team Honda Foto: Michelin

ROMA – Se lo stesso Marc Marquez non ha intenzione di cantare vittoria, nonostante sia giunto a metà della stagione di MotoGP con ben 48 punti di vantaggio, figuriamoci se può farlo il suo team principal Livio Suppo. Quel che è certo è che il numero uno dello squadrone Honda sorride quando gli si chiede il suo bilancio sulla prima parte dell'annata. E si coccola il suo campione, che è apparso a tutti gli osservatori come il fattore decisivo per la conquista della leadership mondiale, nonostante una moto tutt'altro che perfetta. Merito soprattutto della maggiore maturità che ha sviluppato rispetto allo scorso anno: «Non sono sorpreso, sono davvero soddisfatto – analizza Suppo al sito internazionale Crash – Questo dimostra che Marc è molto intelligente. Ha imparato molto. Avendo già vinto due titoli, tutti si dimenticano che è ancora molto giovane (ha 23 anni, ndr). Lo scorso anno era solo la sua terza stagione in MotoGP e arrivò dopo il suo dominio nel 2014. A quell'età è normale pensare di essere imbattibili e questo può farti spingere un po' troppo in alcune gare. Penso che abbia capito la lezione molto bene, e da solo. Tutti i piloti hanno un super ego e se non comprendono davvero una cosa da soli, se non si sentono male nello stomaco per qualcosa, non cambiano mai. Perciò a volte l'anno scorso, dopo le sue cadute, Marc insisteva: 'Non cambierò il mio stile di guida'. Ma alla fine della stagione, si è guardato indietro e ha visto che nonostante sei ritiri era comunque terzo in campionato. Non voglio dire che commettendo meno errori sarebbe stato campione del mondo, ma di sicuro avrebbe lottato per il titolo fino alla fine».

Ma lo spettro di Valentino Rossi incombe
Che questa sua crescita sia stata accelerata anche dal brusco contrasto con il suo ex idolo Valentino Rossi nel chiacchieratissimo finale dell'ultimo Mondiale? Suppo, ritenuto lui stesso il boss più anti-valentiniano del paddock fin dai tempi in cui gli strappò il titolo con la Ducati di Casey Stoner, non ne è convinto: «In questo suo nuovo approccio alle gare non c'entra lo scontro con Valentino. C'entra più il fatto che prima spingeva ad ogni gara per vincere, poi ha capito che è impossibile vincere sempre. Il confronto con Valentino è un'altra storia, e non è facile essere contro di lui in questo mondo. Lo so bene anche io. Valentino ha fatto sicuramente molto per la MotoGP e si merita tutti i complimenti che riceve. Ma se ci si ritrova contro di lui è molto, molto difficile da gestire. Probabilmente ora Marc è più maturo. E aveva sempre detto di essere pronto a stringergli la mano, perché non pensava di aver fatto nulla di male». Eppure, anche secondo il team principal Honda, proprio Rossi rimane il rivale numero uno per Marc Marquez: «In questa stagione, Valentino è super forte. Più competitivo dello scorso anno. Nel 2015, con tutto il rispetto, era in testa al campionato ma Marc e Jorge avevano anche commesso molti errori. In questa stagione sembra ancora più forte, perciò non lo ritengo fuori dalla corsa. Per alcuni motivi i top rider si sono ritirati più spesso che negli anni scorsi, non penso che Valentino abbia mai accumulato tre ritiri nella prima metà della stagione».