17 settembre 2019
Aggiornato 17:00

Milan, la cessione ai cinesi si tinge di mistero

Ancora tanti dubbi sull’operazione che dovrebbe portare all’acquisizione dell’Ac Milan da parte di una cordata di imprenditori cinesi. Da una parte c’è l’insofferenza dei possibili nuovi proprietari per i continui ritardi, dall’altra una poca chiarezza sulla loro effettiva disponibilità economica.

MILANO - Sono passati appena un paio di giorni da quando l’autorevole testata Bloomberg ha tolto il velo sui nomi dei presunti nuovi proprietari dell’Ac Milan. Da quel momento, caratterizzato da un iniziale - e probabilmente immotivato - entusiasmo da parte dei tifosi, l’euforia è andata man mano scemando e le ragioni sono molteplici.
Andiamo per gradi. Innanzitutto emerge un’inquietudine sempre più marcata da parte della cordata cinese interessata ad acquistare il club di via Aldo Rossi. Irrequietezza più che giustificata visti i continui ritardi nella chiusura dell’operazione. Ma chissà che questi ritardi, visto quello che stiamo scoprendo giorno dopo giorno, non possano rivelarsi alla fine la salvezza del glorioso Milan.

La smentita di GSR Ventures
Proprio dalle colonne del diariodelweb.it avevano inizialmente sollevato la questione pressante relativa alla vera o presunta disponibilità economica dei due imprenditori asiatici indicati come i principali investitori del misterioso fondo di Pechino. Partiamo da Sonny Wu, considerato da Bloomberg l’uomo di punta del gruppo cinese. Il suo patrimonio personale è tutt’altro che considerevole ed infatti non rientra neppure nell’elenco Forbes dei primi 400 uomini più ricchi della Cina. Wu però è il fondatore e principale azionista del GSR Ventures, questo si piuttosto ricco. Peccato che proprio nella giornata di ieri sia arrivata una nota con cui la GRS Ventures ha smentito di far parte della cordata cinese che sta trattando l’acquisto del Milan, di fatto confermando che quindi Wu starebbe trattando per conto proprio.

Chi è Zheng?
Ma è sul suo sodale di scorribanda finanziaria, Steven Zheng, che si concentrano i maggiori dubbi del popolo rossonero. Alberto Rossi, analista del Centro Studi per l'impresa della Fondazione Italia Cina, ha offerto la propria versione: «Secondo le nostre analisi si tratta di Cheng Kin Ming, nome in cantonese, 172esimo uomo più ricco di Cina. Il nome cinese è Zheng Jianming. È presidente di Asia Pacific Resources, ha una holding di investimento con 11 compagnie, di cui tre in Europa».
Secondo il Corriere della Sera invece, il presunto miliardario cinese, socio di Wu nella scalata al Milan, sarebbe il 77° uomo più ricco della Cina, sempre secondo la classifica di Forbes. A conferma di una questione piuttosto inquietante: ancora non è ben chiaro né chi sia realmente questo personaggio né tantomeno a quanto ammonti il suo patrimonio.

Nostalgia di Berlusconi
A questo punto l’unica speranza dei tifosi milanisti è che i due imprenditori sbattuti in prima pagina dalle cronache calcistiche nascondano qualche realtà economica e finanziaria ben più solida alle loro spalle (ad esempio Kweichow Moutai, grande produttore di bevande e liquori alcolici, attivo in altri settori e controllato dallo Stato cinese, oppure Robin Li, fondatore di Baidu e uomo d’affari di ben altro spessore), altrimenti il futuro dell’ex club più titolato al mondo potrebbe rivelarsi ben più preoccupante. Tale quasi da far rimpiangere l’ultimo mortificante quinquennio dell’era Berlusconi.