20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00

Milan, Galliani a rapporto da Berlusconi: ecco cosa bolle in pentola

Il summit di mercato tra presidente e amministratore delegato si è concluso con un nulla di fatto. Le tante trattative abbozzate da Galliani (Musacchio e Zielinski su tutte) rischiano di restare tali fin quando le casse del Milan non si riempiranno di soldi freschi, milioni cinesi oppure in alternativa i 30 che il West Ham verserebbe per il cartellino di Bacca.

MILANO - Fa un po’ tenerezza Adriano Galliani in questo periodo. Dopo il blitz - fallito - in Croazia per tentare di strappare Pjaca all’agguerrita concorrenza, aver battuto in lungo e in largo l’isola di Ibiza per discutere con il presidente Pozzo del contratto di Zielinski, aver fatto una puntata sulla costa catalana dove ad attenderlo a Barcellona c’era il vecchio amico Ariedo Braida per parlare - chissà - di Arda Turan e Vermaelen ed essere arrivato fino a Valencia per il meeting con la dirigenza del Villarreal a base di ricche dosi di Musacchio, cosa si ritrova in mano Adriano Galliani? Niente. Assolutamente niente.

Summit di mercato
E hai voglia a dire che iniziare a pianificare fin d’ora tutti i possibili sviluppi del mercato si rivelerà fondamentale quando finalmente Berlusconi apporrà il suo prezioso autografo sul contratto di cessione della società ai cinesi. La storia ci insegna tutt’altro: se arrivi per primo su un obiettivo e non chiudi è facile, molto facile, che qualcuno te lo sfili da sotto il naso.
Probabilmente è di questo che oggi Adriano Galliani è andato a parlare con il patron rossonero. Invece di recarsi alla consueta assemblea di Lega Serie A in via Rosellini, l’ad di Casa Milan ha preso la strada per Arcore ed è andato a fare visita a Silvio Berlusconi per capire a che punto è questa benedetta trattativa con i cinesi.

Firme alla fine di luglio
Nessuno ha più dubbi sul buon esito dell’operazione però l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi, e ribadita oggi da Mediaset Premium, secondo cui per le tanto agognate firme tra Berlusconi e la misteriosa cordata cinese sarà necessario aspettare fino all’ultima settimana di luglio, ha avuto il potere di dare un’altra mazzata devastante alle residue ambizioni del popolo rossonero. Calcolando che con questo si è probabilmente arrivati al 40esimo rinvio, il nuovo ritardo rischia di diventare una iattura di proporzioni incalcolabili per Galliani perché di fatto congela per altre 2 settimane il mercato rossonero.

Tutto dipende da Bacca
Oggi come oggi il Milan dipende solo ed esclusivamente dagli umori di Carlos Bacca. Più o meno come da circa 12 mesi a questa parte, allorquando il colombiano è stato estirpato dalla sua amata Siviglia a colpi di clausola rescissoria. Solo che fin qui il centravanti dei Cafeteros è stato decisivo per le sue esibizioni sul prato verde, adesso invece lo è per la sua disponibilità - per ora negata - ad accettare un rapido trasferimento e garantire così all’ad di Casa Milan le risorse per provare a dare un senso alla nuova campagna acquisti. 

West Ham o Milan
Un sottile spiraglio di luce si è aperto nella giornata di oggi dopo l’incontro avvenuto nel weekend tra Adriano Galliani e il manager di Bacca, al termine del quale il centravanti colombiano sembra più possibilista al riguardo di un suo trasferimento al West Ham. Anche perché dall’Atletico Madrid sembra non arrivare alcuna richiesta, così come dall’Arsenal e dal Siviglia. E in questo modo le prospettive per il n.70 del Milan restano solo due: o gli Hammers oppure un’altra stagione senza Europa in rossonero.
Ecco quindi riaprirsi la speranza di una cessione che garantirebbe a Galliani 30 milioni di euro indispensabili per tentare l’affondo su Musacchio e versare quanto meno un anticipo all’Udinese per Zielinski. In attesa del definitivo passaggio di proprietà ai cinesi, perché fino a quel giorno - ormai è ufficiale - Silvio Berlusconi non verserà nel Milan più nemmeno un euro.