La promessa di Montella ai tifosi del Milan
Le parole del neo tecnico rossonero dopo la prima uscita stagione del Milan strizzano un occhio ai tifosi e al presidente Berlusconi. Resta però il problema del mercato: «La rosa ha bisogno di essere completata, spero che Galliani e la società corrano ai ripari».
MILANO - «Non siamo noi in credito verso i tifosi, ma è il contrario. Adesso spetta a noi il compito di farli innamorare nuovamente attraverso grandi prestazioni». Ha scelto una maniera significativa Vincenzo Montella per dare inizio alla settimana successiva alla prima uscita stagionale del suo nuovo Milan. Parole dedicate al popolo rossonero, disperatamente alla ricerca di un barlume di speranza dopo il mortificante ultimo triennio. La vittoria contro il Bordeaux non può e non deve illudere nessuno ma ha offerto spunti interessanti riguardo più di un calciatore, da Suso a Niang, passando per Bertolacci (in un’inedita versione da regista) e Bonaventura.
Quel poster di Van Basten
Il neo tecnico milanista è però consapevole di tutte le difficoltà che sarà costretto ad affrontare sul suo percorso, primo tra tutti la consapevolezza di una precarietà societaria che non potrà non ripercuotersi sulle gesta della squadra: «Sono in un grande club. Mi ricordo ancora il poster di Van Basten che avevo in camera da piccolo, ma adesso mi sembra un paradosso pensare a un Milan senza Berlusconi. Preferisco non pensare a quello che sta succedendo e quello che succederà. Il mio riferimento è Galliani e parlo solo con lui. La mia testa è al presente, vedremo cosa ci riserva il futuro».
«La rosa è incompleta»
Il presente però racconta di una squadra ancora tutta da costruire e Montella ne è consapevole: «La rosa dovrà essere completata, lo sappiamo tutti. Sono certo che Galliani e la società agiranno in base a quello che offre il mercato e alla disponibilità economica della società. Per il momento stiamo lavorando bene, c’è molto da fare ma sono contento per questa prima fase di allenamenti. I ragazzi hanno grande voglia di rivalsa dopo un periodo in cui le cose non sono andate bene. Molti di loro hanno espresso meno del loro potenziale e quindi ognuno deve capire come e dove migliorare».
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