19 marzo 2019
Aggiornato 04:30

Giampaolo, Paredes, Saponara, Carli: nasce il Milan-empoli

Le strategie del mercato rossonero sono sempre più avvolte nella nebbia, ma esiste un’opzione che sta prendendo corpo: quella che prevede l’arrivo a Milano del tecnico ex Empoli Giampaolo e con lui il diesse Carli, Paredes e Saponara.

MILANO - Siamo ormai arrivati al rush finale. Tra una decina di giorni - ci si augura - sapremo finalmente che fine farà il vecchio caro Milan, se resterà nelle mani tremule e ormai poco affidabili di Silvio Berlusconi oppure passerà in quelle ancora ignote della misteriosa cordata cinese di cui si parla da mesi ma di cui non si sa praticamente nulla.
A cascata, a quel punto, tutto i pezzi del puzzle rossonero andranno a posto: sapremo chi saranno i nuovi dirigenti, chi sarà il nuovo allenatore e conosceremo i nomi di chi sarà chiamato ad indossare quella maglia prestigiosa che fino a quale anno fa era ambita da tutti i più forti calciatori del mondo e che adesso invece sembra non interessi più a nessuno.

Giampaolo in panchina
Tra le varie opzioni che stanno prendendo corpo, merita un piccolo approfondimento quella relativa alla scelta di Marco Giampaolo per la panchina del Milan. Come è ben noto Silvio Berlusconi sarebbe ben felice di mantenere Cristian Brocchi al suo posto, se non altro per poter dimostrare al mondo di contare ancora qualcosa, almeno nelle decisioni riguardanti la squadra di calcio. La fronda guidata da Adriano Galliani però sembra aver avuto il sopravvento, tanto da aver convinto - quasi - anche Salvatore Galatioto, advisor degli investitori asiatici.

Carli per il mercato
A corredo dell’operazione Giampaolo, decisamente azzardata - vale la pena sottolinearlo - alla luce del curriculum non proprio scintillante del tecnico abruzzese, sta prendendo corpo un’altra serie di trattative che rischiano di far assomigliare sempre più il Milan all’Empoli dell’anno scorso. Si parla del possibile ritorno di Riccardo Saponara, dell’arrivo del regista argentino (di proprietà della Roma) Leandro Paredes, e perfino dello sbarco a Milano del direttore sportivo empolese Marcello Carli.
Partendo proprio da quest’ultimo, puntuali sono arrivate le dichiarazioni di smentita del dirigente toscano:«Ad oggi non ho mai avuto contatti con il Milan. Il club rossonero non mi ha contattato in questi giorni e nemmeno in passato. Se mi chiameranno? Non posso saperlo. Io penso a costruire il nuovo Empoli. È normale che faccia piacere essere accostati al Milan». Parole di circostanza che però lasciano aperti scenari suggestivi.

Paredes in regia
Scenari suggestivi come quelli relativi agli ipotetici arrivi a Milano di Paredes, battezzato proprio da Carli come un predestinato («Diventerà uno dei più forti al mondo»), e dello stesso Saponara, giubilato forse con troppa fretta da Galliani e dall’allora tecnico Inzaghi, tanto da decidere di lasciarlo all’Empoli in prestito con diritto di riscatto senza neppure tenersi aperta la cosiddetta opzione di controriscatto, ma rivelatosi in Toscana un ottimo calciatore. 

Il figliuol prodigo
Il pericolo, come spesso accade in questi casi, è pensare che una realtà provinciale, quieta, tranquilla e serena come quella empolese, possa essere traslata in blocco all’ombra della Madunina. Ecco, questo potrebbe essere l’errore più grande per i nuovi dirigenti - o per i vecchi, visto che a fare il bello e il cattivo tempo continua ad essere il solo Galliani -. Il Milan è un squadra blasonata, ricca di storia e tradizione, ha una tifoseria calda e appassionata che però non è più disposta a tollerare ulteriori annate di umiliazioni e mortificazioni in serie. Ed è per questo che chiunque sarà chiamato a governare l’ex club più titolato al mondo dovrà stare molto attento ai passi da fare. Perché una cosa è certa: la pazienza del popolo rossonero è ormai finita.