8 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Correre o non correre? I piloti si dividono

Molti avrebbero voluto cancellare il Gran Premio, dopo l'incidente mortale di Luis Salom. Altri pensano che il miglior modo per onorarlo sia andare avanti, come lui avrebbe voluto. Ma l'ultima parola l'ha data la sua famiglia

Il poleman Marc Marquez esce dai box
Il poleman Marc Marquez esce dai box Michelin

BARCELLONA – La decisione più difficile del Gran Premio, stavolta, i piloti l'hanno dovuta prendere al venerdì, alle ore 17:30, orario in cui tutti i fine settimana è convocata la consueta commissione sicurezza. Questa, però, non era una riunione come le altre: da appena un quarto d'ora era stata diramata la notizia della morte di Luis Salom, dopo il terribile incidente di cui era stato vittima durante le prove libere della Moto2. E il dilemma che si poneva di fronte a tutti gli addetti ai lavori era uno solo: andare avanti con lo spettacolo, come se nulla fosse successo, oppure levare le tende, una volta tanto, e tornare tutti a casa? Sul punto le opinioni si dividono. «Io avrei lasciato perdere – dichiara senza mezzi termini Danilo Petrucci – Se non ci fermiamo nemmeno davanti alla morte di qualcuno... Mi sono sentito impotente, perfino in colpa per quello che faccio vivere alle persone che mi vogliono bene». «Nella vita bisogna sempre andare avanti, senza mai fermarsi – gli fa eco Dani Pedrosa – Ma dopo un fatto così terribile, onestamente, non mi sarebbe dispiaciuto cancellare la gara». «All'inizio io e mio fratello Pol piangevamo e pensavamo che la cosa migliore fosse non correre, ci sentivamo vuoti dentro», confessa Aleix Espargaro. «Il primo pensiero è stato quello di andarcene tutti a casa – confessa anche Valentino Rossi – Siamo appassionati, ci piace correre, ma spesso ci dimentichiamo dei rischi. E tragedie di questo genere ti danno sempre molto da pensare, e ti mettono tanta paura. Tornare in moto è stato difficile, ma non correre, in fondo, sarebbe stato sbagliato, perché comunque avremmo ricominciato tra due settimane».

L'ok della famiglia
Alla fine, l'ultima parola l'hanno pronunciata la squadra e la famiglia dello sfortunato pilota spagnolo, contattati dal patron del campionato Carmelo Ezpeleta. «Avevamo pensato di cancellare il Gran Premio, perché era un momento duro per tutti – racconta Marc Marquez – Ma Carmelo ha chiamato la famiglia, che si è detta d'accordo ad andare avanti. Se Salom fosse stato qui, ci hanno detto, avrebbe voluto correre. Per me è stata una scelta difficile, perché entrambe le opzioni erano valide». Così il circus ha deciso di andare avanti. Ma, inevitabilmente, questo non può essere un Gran Premio come gli altri. «Luis lo conoscevo bene, avevamo condiviso anche momenti di vita normale – ricorda Andrea Iannone – Non ci dobbiamo pensare, perché pesa tornare in moto dopo quello che è successo. Probabilmente lunedì sarà diverso: ci fermeremo un attimo, libereremo la testa dalla tensione del weekend e ci renderemo conto». «L'emozione si vede sul volto di tutti – prosegue Pedrosa – Bisogna scendere a compromessi per restare concentrati e continuare il weekend». Eppure, forse proprio correre è il modo migliore di rendere omaggio a un giovane guerriero che ha perso la vita facendo ciò che più amava: «Ho perso un amico, un lottatore – spiega Maverick Vinales, che fu avversario di Salom in Moto3 e Moto2 – Ricordo le nostre spettacolari battaglie, eravamo i due piloti più forti della categoria. Ma stavolta non ha potuto lottare. Non ci voglio credere: è difficilissimo trovare la forza per ricominciare. Non so quale sia il miglior modo di ricordarlo, ma io correrò. E gli dedicherò il mio risultato. Qualunque esso sia».