17 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
Weekend da dimenticare per Jorge

Lorenzo, la sconfitta con Vale e i dubbi su Ducati

Rossi lo ha sconfitto in casa sua e con il suo stile. La Yamaha ora sembra preferire che a vincere sia il suo compagno di squadra. E il suo prossimo team va in crisi tecnica. Non è un bel momento per Por Fuera...

Jorge Lorenzo pensieroso in conferenza stampa
Jorge Lorenzo pensieroso in conferenza stampa Michelin

JEREZ DE LA FRONTERA – Doveva essere il suo weekend. Giocava in casa, di fronte al suo pubblico, sulla pista che l'anno scorso l'aveva visto trionfare e iniziare quella cavalcata che lo avrebbe portato al terzo titolo mondiale di MotoGP. E poi, da prima ancora che si accendessero i motori, nel paddock e in conferenza stampa non si parlava che di lui, del suo attesissimo passaggio alla Ducati, annunciato con perfetta scelta di tempo proprio il lunedì precedente il Gran Premio. Per questo l'umiliazione patita da Jorge Lorenzo a Jerez de la Frontera vale doppio. Battendolo due volte, prima nella corsa alla pole position, e poi restandogli davanti dal primo all'ultimo giro della gara, Valentino Rossi in un colpo solo ha ristabilito le gerarchie in Yamaha, è rientrato in lizza per il campionato del mondo e ha dimostrato a Por Fuera che anche lui è in grado di vincere a modo suo.

Yamaha non tifa più per lui
Una batosta, condita anche dal commento caustico di Lin Jarvis, il suo team manager: «Nella settimana in cui uno dei tuoi piloti annuncia che lascerà la squadra, mentre l'altro ha già firmato il rinnovo, se quello che vince è pure quello che resterà, il risultato già buono è persino migliore – ha confessato alla Gazzetta dello Sport – Non dico che debba sempre finire così, ma le sensazioni sono più dolci». I più maligni arrivano a ipotizzare che la casa dei Diapason, d'ora in poi, farà di tutto per far vincere il Mondiale al pilota che rimarrà in squadra anche il prossimo anno, magari agevolandolo con gli ultimi aggiornamenti tecnici (anche se lo stesso Jarvis ha giurato che le uniche novità che Lorenzo non potrà provare saranno quelle in cantiere per il prossimo anno). Un primo, ottimo motivo che avrebbe dovuto convincere il campione maiorchino ad ingoiare momentaneamente il proprio orgoglio e ad attendere almeno qualche altra gara prima di annunciare l'accordo milionario con Ducati.

E la Ducati va in difficoltà
E poi ce n'è anche un altro. La Desmosedici che dal 2017 sarà di Jorge Lorenzo e che nei primi tre Gran Premi dell'anno era stata stabilmente in lotta per il podio, a Jerez è precipitata nell'ennesima crisi. Sta quasi diventando una (brutta) abitudine che la Rossa di Borgo Panigale cominci la stagione oltreoceano con grandi aspettative ed entusiasmi e poi vada ad afflosciarsi al rientro in Europa, su piste vecchio stile, più strette, meno veloci e dunque sulle quali il suo super-motore conta di meno. Non è che la Ducati, conoscendo bene questo suo punto debole, ha appositamente fatto pressione per mettere in cassaforte il contratto con Jorge già prima di Jerez? «Ci penserò fra otto mesi», ha tagliato corto lui dopo i test di ieri. Sarà. Ma che la mente di Lorenzo, ripartendo da quella che fu la sua Jerez, sia piena di dubbi più che di certezze, lo si comprende anche senza una laurea in psicologia.