31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Calcio - Serie A

Milan, vergogna! E meno male che c’è Gigio

I rossoneri escono dal Bentegoni con un’altra sconfitta, la prima dell’era Brocchi, che complica enormemente i progetti europei del club di via Aldo Rossi. La prestazione imbarazzante dei rossoneri ha messo in evidenza la preoccupante sensazione di impotenza del tecnico di fronte alla deriva inarrestabile presa dal Milan.

MILANO - È proprio vero che al peggio non c’è mai fine. Chi pensava che con la squallida sceneggiata dell’esonero di Mihajlovic (a sei giornate dalla fine e con una finale di Coppa Italia conquistata e ancora da disputare) si fosse toccato il fondo, è stato costretto rapidamente a cambiare parere. Dopo appena tre partite il nuovo Milan dell’esordiente Brocchi è già riuscito a far dimenticare le nefandezze della precedente versione serba e adesso anche il sesto posto utile per l’accesso alla prossima edizione dell’Europa League è fortemente a rischio.

I miracoli di Gigio
E meno male che a Verona a proteggere i suoi più illustri ed esperti compagni c’era una ragazzino di appena 17 anni, tal Gianluigi Donnarumma, per gli amici Gigio, capace di compiere almeno sei miracoli (leggasi 6) ed impedire alla sua squadra una disfatta che sarebbe stata tatuata con caratteri di fuoco sulla pelle dei protagonisti.
Per avere solo un’idea di quando sconveniente sia stata la prova del Milan al cospetto del già quasi retrocesso Verona, basta un dato: secondo i dati Opta il Milan ha subito al Bentegodi ben 28 tiri, dei quali addirittura 12 nello specchio della porta. Un record negativo - l’ennesimo - messo in fila dai rossoneri nella stagione 2015-16.

Brocchi disorientato e impotente
A preoccupare maggiormente il popolo rossonero è la sensazione di impotenza che ha già attanagliato il giovane Brocchi, apparso disorientato ed incapace di articolare una spiegazione convincente all’ennesimo tracollo del Milan: «Sono amareggiato per la situazione che si sta creando - le parole del tecnico rossonero al termine della sconfitta sul campo del Verona -. Mi dispiace ci sia un clima così negativo, vorrei vedere in campo molta più cattiveria agonistica».

Brocchi: «Si è spenta la luce»
Difficile intuire un modo per riuscire a venirne fuori e la mancanza di esperienza di Cristian Brocchi non può che rappresentare un ulteriore fardello sulle spalle di una squadra ancora alla ricerca di una propria identità: «In questo momento io rappresento questa squadra - prova a suonare la carica il neo allenatore del Milan - e ne prendo la responsabilità. La squadra ha giocato male, non ha interpretato la partita come volevamo e questa sconfitta non ci voleva. Si è come spenta la luce. Ci siamo creati da soli delle difficoltà e dobbiamo lavorare su questo, sulla nostra unione nelle difficoltà. Ecco il problema, non riusciamo ad essere squadra. Ho parlato con Galliani, c’è delusione, ma ora dobbiamo incassare il colpo e rialzare la testa e venir fuori da questa situazione».

Rispetto per i tifosi
Resta il fatto che adesso il Sassuolo, ad appena tre giornate dalla fine del campionato, è ad un solo punto di distanza dai rossoneri, apparsi in preda ad uno sconforto difficilmente sanabile che sa di crisi prolungata e purtroppo irreversibile.
E, dulcis in fundo, il 21 maggio c’è per il Milan anche una finale di Coppa Italia da onorare, al cospetto dei famelici juventini pentacampioni d’Italia, di tutto il mondo del calcio italico interessato all’evento e soprattutto delle migliaia di tifosi del Milan che con sprezzo del pericolo si sono già accaparrati un biglietto per la curva sud dello Stadio Olimpico. Sarà il caso di cambiare qualcosa a Milanello - ed anche in fretta - se si vuole evitare una disfatta che stavolta potrebbe davvero essere quella definitiva.

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