22 settembre 2020
Aggiornato 14:00
Calcio - Serie A

Milan fermo al palo, Berlusconi liquida Mihajlovic

Il Milan sbatte contro due legni, entrambi colpiti da Bonaventura, e non va oltre un insignificante pareggio contro una Lazio battagliera. Alla fine solo fischi da parte dei tifosi rossoneri mentre tutti, da Mihajlovic a Montolivo, si sono detti insoddisfatti. E intanto Berlusconi ha praticamente esonerato Mihajlovic.

MILANO - «Mi auguro di vedere un Milan che batta la Lazio e che giochi anche un po' bene». A vaticinare con precisione approssimativa il risultato finale di Milan-Lazio era stato Silvio Berlusconi, intercettato dai cronisti al suo arrivo a San Siro. Considerato che alla fine il numero uno rossonero è scappato via senza nemmeno passare dagli spogliatoi, non è difficile intuire il suo stato d’animo al termine dell’ennesimo insipido pareggio della sua creatura.
Malcontento e insofferenza, due sentimenti già abbondantemente manifestati da qualche mese a questa parte nei confronti del tecnico serbo e confermati anche oggi, sempre nel prepartita di San Siro. «Se mi soddisfa il gioco di Mihajlovic? Suvvia, ho visto giocare il Milan di Schiaffino, che domande mi fate?».

Botta e risposta nei primi 15’
Diciamo che con queste premesse ci si sarebbe atteso un Milan con il coltello tra i denti, pronto alla pugna più feroce per far rimangiare i suoi giudici tranchant al presidente Berlusconi. Invece pronti via ed è stata la Lazio ad andare subito in vantaggio con un colpo di testa di Parolo, perso per strada da Antonelli, su azione di calcio d’angolo.
La reazione del Milan non si è fatta attendere e il pareggio è arrivato piuttosto in fretta grazie ad una combinazione della ritrovata coppia gol: ottimo lavoro da centravanti vero di Luiz Adriano, palla custodita e servita con cura all’arrembante Bacca, gran tiro del colombiano e cuoio in fondo al sacco.

I gemelli Luiz Adriano & Bacca
E pensare che «il» partner ideale di Carlitos, dopo appena 4 mesi in rossonero, era stato ceduto in Cina senza il minimo riguardo. Quando si dice avere le idee chiare in società.
Da lì in poi la partita ha preso una piega strana: il Milan ci ha provato con maggiore convinzione e ha anche colpito due legni con Jack Bonaventura, una traversa nel primo tempo su punizione e un palo nella ripresa, ma non ha mai dato la sensazione di avere quella forza d’urto per sgretolare il muro eretto da Pioli a difesa della sua area. 

Montolivo: «Siamo molto delusi»
Alla fine il pareggio è apparso il risultato più giusto, accolto con una bordata di fischi dai tifosi del Milan sempre più sconfortati di fronte alle prestazioni della squadra. Il primo a dolersi è stato proprio capitano Montolivo: «Qualche fischio ci sta perché questa era una partita da vincere. Ci abbiamo provato ma è mancato il guizzo negli ultimi venticinque metri. Non abbiamo rischiato quasi mai e le occasioni le abbiamo anche avute ma Marchetti è stato bravo. Siamo molto delusi. Però ora dobbiamo pensare a finire bene, la stagione è ancora viva, dobbiamo dimostrare di meritare questa maglia e ci manca la finale di Coppa Italia».

Mihajlovic: «Ennesima occasione persa»
Un pensiero ribadito anche dal tecnico Mihajlovic, sempre più incupito dall’atteggiamento spesso indolente della sua squadra e dalle continue frecciatine del presidente Berlusconi: «È l'ennesima occasione persa, viviamo sempre la solita situazione. Stavolta nel secondo tempo abbiamo dominato ma purtroppo se non la butti dentro diventa difficile vincere. Rispetto alle ultime partite però l'impegno c'è stato, abbiamo preso altri due pali, nel complesso siamo stati poco lucidi ma abbiamo cercato in tutti i modi di vincere».

L’avvertimento di Sinisa
Ora il problema del tecnico serbo sarà mantenere alta la concentrazione del gruppo da qui al 21 maggio quando si disputerà la finale di Coppa Italia con la Juventus. Il campionato non offre più grandi stimoli al Milan e in questo modo il grosso rischio è anticipare le vacanze fin d’ora e andare incontro ad una batosta epocale contro i famelici bianconeri. Mihajlovic è avvertito.