28 settembre 2020
Aggiornato 00:00
Qualifiche inaugurali della stagione in Qatar

Spagna-Italia 1-0. Ma sono solo le qualifiche...

La prima fila del primo Gran Premio dell'anno è tutta iberica: pole a Jorge Lorenzo, poi Marc Marquez e Maverick Vinales. Gli italiani monopolizzano la seconda. Ma il passo dei primi è molto vicino e domani potrebbe arrivare la rivincita

DOHA – La MotoGP ci proverebbe anche a voltare pagina rispetto ai veleni dell'ultima volata mondiale. Ma il leit motiv del campionato sembra destinato a restare sempre lo stesso: Italia contro Spagna. Hai voglia a ripetere il mantra che il motociclismo, in fondo, resta uno sport individuale, al di là di qualsiasi campanilismo nazionalista. I protagonisti, i piloti più forti del gruppo, infatti, sono sempre loro, equamente divisi tra i due lati del Mediterraneo. E oggi, nelle qualifiche inaugurali dell'anno, gli iberici hanno rifilato una batosta ai nostri portacolori: la prima fila della griglia di partenza, infatti, è tutta loro, con la Yamaha di Jorge Lorenzo, la Honda di Marc Marquez e la Suzuki di Maverick Vinales, racchiusi per di più in meno di un decimo di secondo. Forti, fortissimi, addirittura spaventosi: tre centauri che domani sembrano avere tutte le carte in regola per giocarsi il successo.

I commenti dei migliori
«Ho provato a fare due giri lanciati – racconta Por Fuera, che ha strappato a Rossi anche il record di 62 pole position in carriera – ma la seconda gomma non era allo stesso livello della prima. Ho cercato comunque di spingere, ma alla curva 1 sono quasi caduto perché ho perso l'anteriore. Per fortuna il primo giro mi è bastato per la pole position. Domani sarà importante cominciare la stagione facendo qualche punto». Il nome di Marquez è forse quello più sorprendente: l'iberico sembra riuscito a cancellare in un colpo tutti i problemi che lo avevano tormentato durante i test. «Se mi aveste detto due settimane fa che sarei stato in prima fila, vi avrei preso per pazzi – ammette – Non siamo ancora al 100% in ogni area, ma siamo cresciuti molto. Questo è un circuito in cui di solito fatichiamo, mentre stavolta la moto si guida bene. Mi sento pronto a lottare per il podio». Il più esaltato di tutti, invece, è l'outsider Vinales, il più giovane del plotone: «La Suzuki ha fatto un lavoro incredibile, mi sento a mio agio sulla moto e in grado di fare quello che voglio – non sta più nella pelle – Domani sapremo la verità, se ci siamo o meno: sarà una gara interessante e dovremo stare calmi. Sarà difficile, perché le Ducati sul dritto rischiano di passarmi, ma abbiamo un ottimo passo e domani potrò lottare con i piloti più forti del mondo per emergerne in testa. E se ne avrò l'opportunità spingerò al massimo».

Obiettivi minimi
Agli italiani va invece il monopolio della seconda fila. Andrea Iannone, che fino a ieri sembrava avere in mano la pole position grazie alla velocissima Ducati, si è invece dovuto accontentare (si fa per dire) del quarto tempo. Il giro ideale più veloce, sommando gli intermedi, sarebbe il suo, ma a rovinargli la festa è stato il traffico: «Peccato, avevamo il potenziale per la pole – si rammarica il Maniaco – Purtroppo mi sono ritrovato dietro a Redding: cose che capitano ma sono deluso. Dovremo stare tranquilli, fare una bella partenza, e poi abbiamo il passo per fare una bella gara». Il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso è sesto: «Non siamo distanti, l'obiettivo era partire nelle prime due file – commenta Desmodovi – La velocità ce l'abbiamo, dobbiamo solo capire come tutti se riusciremo a gestire la gara fino alla fine». E a sandwich tra i due si infila Valentino Rossi, quinto, ma staccato da Lorenzo di poco più di due decimi e mezzo. Ieri aveva preannunciato che se non avesse centrato la prima fila per lui la rincorsa al successo si sarebbe fatta tutta in salita: ma sapendo quanto il Dottore si esalti in gara e avendolo visto non così distante sul giro secco, la sua non sembra poi un'impresa così impossibile. «Volevo entrare come minimo nei primi cinque e ce l'ho fatta – racconta – Da un lato sono contento perché non sono distante dalla pole, dall'altro dispiaciuto perché se non avessi fatto un piccolo errore nell'ultimo intertempo potevo partire in prima fila. Però il mio passo è buono: il più veloce è Marquez, che potrebbe scappare via stando a quello che abbiamo visto nelle ultime libere, poi ci siamo Lorenzo, io Vinales e le Ducati».

E con Lorenzo è guerra aperta
Come se non bastasse, ad alzare ulteriormente la temperatura (già incandescente) dello scontro interno al box Yamaha ci ha pensato un siparietto avvenuto durante le ultime prove libere: Rossi inizia il suo giro lanciato, Lorenzo rallenta proprio davanti a lui, costringendolo ad un sorpasso al limite, e si becca un bel vaffa in diretta in mondovisione. «È uscito dai box senza guardare e si è buttato nella prima curva – racconta il tavulliese – ma stavo arrivando io e così mi ha rovinato il giro. Mi sono voltato per chiedergli cosa stesse facendo e lui per tutta risposta mi ha fatto un gesto del genere: 'Che c...o vuoi?'. Sono arrabbiato solo perché a Misano l'anno scorso, a parti invertite, lui protestò così tanto che mi diedero un punto di penalità, mentre lui l'ha passata liscia. Non è giusto». «Rossi non ha motivo di lamentarsi – ribatte lo spagnolo – Ero già in curva e non potevo fermarmi o andare fuori pista per farlo passare, quindi ho fatto l'unica cosa che potevo: stare vicino alla linea bianca». È solo l'antipasto della gara di domani?