4 marzo 2021
Aggiornato 15:30
Calcio - Serie A

Milan, il ruggito di Sinisa: «Ora provate a battere il Milan»

Una prestazione tutto cuore da parte dei rossoneri inchioda il Napoli su un pareggio casalingo che alla fine lascia perfino un pizzico di rammarico nei rossoneri per non averci creduto un po’ di più. Il Milan comunque esce a testa alta dal San Paolo e malgrado gli 8 punti di distacco la zona Champions non è più un miraggio.

NAPOLI - Soddisfazione, gratificazione, consapevolezza, convinzione, rammarico, rabbia, rimpianto. Quanti pensieri si intrecciano nelle menti dei calciatori rossoneri al termine del pareggio (1-1) conquistato in casa del Napoli. Novanta minuti giocati con il coltello tra i denti sul terreno della vice-capolista dove gli azzurri di Sarri finora avevano sempre vinto tranne due pareggi contro Sampdoria e Roma. 

Il Milan di oggi è finalmente una squadra solida, compatta, con una precisa idea di gioco e un’autostima sempre crescente, così evidente da mettere in soggezione perfino la corazzata partenopea, supportata dai 60.000 del San Paolo. 

Pareggio giusto

Al termine del big match tra Napoli e Milan, nessuno tra gli azzurri ha il coraggio di parlare di occasione persa. Diverso il discorso in casa Milan dove, malgrado un primo tempo giocato forse troppo timidamente, la netta sensazione avuta alla fine è che con un pizzico di coraggio in più nella seconda parte della ripresa, si sarebbe potuto tentare il colpaccio. Come ad esempio al 43’ del secondo tempo, quando il Milan ha avuto un’enorme occasione per espugnare il San Paolo: una ripartenza devastante di tutto il binario destro milanista ha messo Honda in condizione di scagliare un missile rasoterra che Reina ha sventato in angolo; peccato solo che accanto al giapponese intanto scavallava solo soletto Ignazio Abate che, se servito, avrebbe avuto l’opportunità di mettere un cioccolatino in mezzo all’area per due rossoneri soli davanti alla porta.

Mihajlovic: «Primo tempo timido»

Mister Mihajlovic a fine partita ha espresso tutta la sua soddisfazione, non nascondendo una punta di insofferenza per quel primo tempo troppo timido che avrebbe dovuto essere evitato: «Perdevamo troppo facilmente il pallone, merito del loro pressing ma anche di un po’ di nostra insicurezza. Avremmo dovuto fare passaggi semplici e invece c’è mancata la tranquillità nella gestione della palla. Poi nel secondo tempo siamo cresciuti e abbiamo meritato il pareggio. Sapevamo che sarebbe stato difficile fare risultato, riscattare quel 4-0, ma ce l’abbiamo fatta giocando tosti come piace a me. Ora la mia è una squadra con una sua fisionomia, un gruppo che sa reagire e stare in campo, sono molto contento per i ragazzi. Se lottiamo così possiamo competere per il terzo posto. Perché è vero che la zona Champions dista 8 punti ma dal Napoli al Napoli il Milan ha perso solo due volte, con la Juve e col Bologna. Quest'ultima una gara che se la rigiochi altre dieci volte la vinci sempre».

«Vogliamo Champions e Coppa Italia»

Ok, il Milan è una squadra ritrovata, ma a non convincere la piazza è quel rapporto tra allenatore e Berlusconi che stenta a decollare: «Il presidente ha ragione su tutto - le parole di Mihajlovic a fine partita -. Noi dobbiamo proseguire sulla nostra strada, provare ad arrivare terzi e vincere la Coppa Italia. Alla fine faremo i conti, se entrambe le parti saranno contente, si proseguirà. Il mio obiettivo comunque è rimanere al Milan, perché è una grande occasione e non finirò mai di ringraziare il mio presidente».