29 febbraio 2024
Aggiornato 08:30
Si accende la lotta per il titolo F1

«La crescita Ferrari? Tutto merito di Vettel»

Il pilota tedesco ormai è il pericolo pubblico numero uno per la Mercedes. E, secondo il presidente Niki Lauda, ex campione del mondo con il Cavallino rampante, è anche il principale punto di forza attuale della rossa di Maranello

ROMA – Gli anni del dominio assoluto sembrano far parte ormai definitivamente del passato. La Mercedes ha iniziato il 2016 tenendo gli occhi fissi su quello che si prospetta come il suo avversario più pericoloso per il Mondiale che sta per cominciare: la Ferrari. Dopo aver trasformato le prime due annate della nuova era ibrida della Formula 1 in un monologo argenteo, infatti, la casa di Stoccarda sa bene che quest'anno dovrà vedersela con una rossa che sta dando il massimo per colmare il suo divario dalla vetta e puntare senza compromessi al titolo iridato. «La Ferrari ha ritrovato la sua vecchia forza», riconosce anche Niki Lauda, che da pilota fu campione del mondo con il Cavallino rampante ma ora è presidente delle frecce d'argento. E questa crescita, secondo la leggenda austriaca, più che dei miglioramenti tecnici è merito della forza del nuovo leader di Maranello: «Questo è dovuto soprattutto a Sebastian Vettel – ha spiegato al settimanale tedesco Auto Bild Motorsport – Il fatto che sappia guidare forte non può essere messo in discussione. Il fatto che abbia fame di successo e sia in grado di spingere un'intera squadra è un'altra questione: Vettel è un avversario pericoloso».

Il duello interno che frena la Mercedes
Oltre al prevedibile valore tecnico della nuova monoposto rossa e alle capacità del suo primo pilota, però, c'è un altro elemento, stavolta tutto interno alla Mercedes, che rischia di giocare a favore della Ferrari: la battaglia interna tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Nonostante entrambe le stagioni si siano chiuse alla fine a favore del pilota anglo-caraibico, infatti, il suo compagno-rivale teutonico ha ingaggiato con lui un duello fratricida in costante escalation di intensità e, a volte, perfino durezza. Tanto che non sono mancati gli incontri e gli scontri ravvicinati in pista e che, sul finale del Mondiale 2015, una volta incassato matematicamente il titolo piloti, Hamilton ha iniziato a subire l'inatteso dominio di Rosberg. Lo sa bene il team principal Toto Wolff, che questa difficile convivenza tra due primi piloti l'ha dovuta gestire negli ultimi due anni, e che ora teme di non essere più in grado di tenerla a bada: «Siamo preoccupati che Vettel e company possano trarne vantaggio – ha ammesso – Nel nostro caso, la coppia di piloti è più equilibrata che alla Ferrari. Lì si può facilmente definire il pilota numero 1 e numero 2, mentre per noi questo è uno svantaggio competitivo. La situazione è molto interessante: Nico ha dominato tutto il finale del 2016. E non so davvero che cosa possa giocare un ruolo maggiore per l'autostima: il titolo vinto da Lewis o la recente striscia di successi di Nico». Alla fine dell'ultima stagione, Wolff si era lasciato scappare un avvertimento ai suoi due portacolori: se il livello della battaglia fosse aumentato a dismisura, avrebbe preso in considerazione l'ipotesi di dividere la coppia. Ora il boss getta acqua sul fuoco: «Posso gestirla, finché non provocherà danni alla Mercedes». L'incognita, insomma, è ancora tutta qui.