20 agosto 2019
Aggiornato 09:00

La Renault torna in F1. E Alonso torna in Renault?

L'annuncio del rientro in pompa magna degli ex campioni del mondo ha scatenato il mercato piloti. La prima mossa, la più logica, sarebbe quella di riportare a casa proprio l'asturiano, che con il team francese vinse due titoli mondiali e oggi arranca con la deludente McLaren

ROMA – Se la Renault torna in Formula 1, perché Fernando Alonso non potrebbe tornare in Renault? Almeno in teoria, i pezzi del mosaico si adatterebbero alla perfezione. Da una parte, il grande costruttore francese che ha appena deciso di fare il suo ritorno in prima persona nella massima serie dell'automobilismo, ricomprandosi il team con cui vinse due titoli mondiali un decennio fa, nel frattempo trasformatosi in una Lotus in perenne crisi finanziaria. Dall'altra, il pilota spagnolo che alla McLaren-Honda è invece in crisi di risultati, avendo trascorso tutta la stagione 2015 ad arrancare in fondo alla classifica e con scarse prospettive di miglioramento per il prossimo anno, tanto da accarezzare perfino la tentazione di un anno sabbatico. Certo, ci sono anche dei contratti già firmati: Alonso è ingaggiato dal team di Woking anche per il 2016, mentre la squadra transalpina si ritrova gli accordi già siglati dalla vecchia Lotus con i due piloti con la valigia Pastor Maldonado e Jolyon Palmer.

Eterno ritorno
Ma nessuna decisione definitiva è stata ancora presa: «Aspetteremo ancora un paio di settimane – ha rivelato l'amministratore delegato della Renault Carlos Ghosn al quotidiano francese Le Figaro – A gennaio 2016 ci sarà una riunione in cui spiegheremo organizzazione, obiettivi e strategia. E in quella sede parleremo anche dei partner e dei piloti». E se è vero che la casa vuole tornare al successo in F1 entro tre anni, mettendo in campo un budget faraonico (si dice che si aggiri tra i 200 e i 250 milioni di euro, paragonabile a quello dei campioni del mondo della Mercedes), la prima mossa logica sarebbe proprio quella di assicurarsi i servigi di un pilota vincente, magari il più pagato del circus. Se poi vogliamo guardare alla storia, c'è già un precedente a cui ispirarsi: quello del 2008, quando lo stesso campione asturiano, dopo una prima stagione sempre in McLaren segnata dalla rivalità con Lewis Hamilton e dalla spy story, decise di fare i bagagli e tornare alla solita, amata Renault. Accadrà anche stavolta? In molti, tra gli addetti ai lavori, ne sono convinti.

Il parere di Briatore
Lo stesso Flavio Briatore, che della Renault iridata fu team principal, non ha dubbi in merito: «La squadra deve ricostruire tutto, compreso lo staff tecnico – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport – Enstone (l'officina dei telai, ndr) ha perso dei grandi ingegneri, e anche Viry (dove si costruiscono i motori, ndr). Non sarà facile. Se si vuole vincere, bisognerà anche cambiare i piloti». Quando però si parla di Alonso, di cui ancor oggi il manager piemontese è procuratore, traspare una maggior cautela: «Al momento lo escludo: abbiamo un contratto con la Honda. Fernando non sarà contento del modo in cui è andata la stagione, ma penso che solo Hamilton e Rosberg lo siano. E guardando all'anno prossimo, penso che non sarà facile per la Renault». Solo al momento, però: «Questa Formula 1 che sta morendo ha bisogno di una Renault fortissima prima di tre anni». E, forse, di questa Renault fortissima potrebbe avere bisogno anche Fernando Alonso.