20 agosto 2019
Aggiornato 22:00

Dodici ore di prove per scoprire le gomme 2016

Ad Abu Dhabi è andato in scena un test mai visto: il più lungo di sempre e con i team impegnati a provare solo gli pneumatici, e per giunta alla cieca. Ma le sensazioni sono state positive sia per Pirelli che per Ferrari

ABU DHABI – È stato l'ultimo test del 2015, quello che ha tenuti impegnati team e piloti ad Abu Dhabi il giorno dopo il Gran Premio conclusivo della stagione, ma anche un test decisamente fuori dal comune. Non solo perché è stato il più lungo della storia, con le vetture rimaste in pista per ben dodici ore consecutive, ma anche perché i team sono stati ingabbiati in regole ferree imposte dalla Federazione e dalla Pirelli. L'obiettivo della giornata, infatti, era quello di provare le gomme di nuova costruzione e in particolare la mescola ultrasoft che debutterà nel 2016: dunque, alle squadre è stato proibito di modificare in qualsiasi modo le monoposto rispetto alla gara, ma anche perfino di conoscere le caratteristiche degli pneumatici che stavano montando. Un vero e proprio test alla cieca, insomma, in cui gli unici ad avere tutti i dati in mano sono stati effettivamente i tecnici del gommista milanese.

I tempi
A tutti gli altri osservatori non è rimasto che tenere gli occhi fissi sul cronometro e valutare le prestazioni delle varie squadre. Per la prima volta dell'anno, davanti a tutti si è piazzata la sfortunata McLaren-Honda del collaudatore Stoffel Vandoorne, pur con un tempo altissimo: 1:44.103, quasi quattro secondi più lento del giro con cui sabato scorso Nico Rosberg ha siglato la pole position. Ma anche la Ferrari si è affacciata alle prime posizioni: Kimi Raikkonen si è piazzato in seconda posizione, mentre Sebastian Vettel in quinta, ma girando solo al mattino prima di cedere il volante al suo compagno di squadra. In mezzo alle due rosse si sono inserite la «ferrarina» Sauber di Marcus Ericsson e la Lotus di Jolyon Palmer, che l'anno prossimo farà il suo esordio come titolare. Quanto alla Mercedes, si è consolata finendo in cima ad un'altra classifica: quella del maggior numero di giri completati, ben 107, da parte del pilota di riserva Pascal Wehrlein. Da segnalare anche i problemi tecnici che hanno fatto perdere diversi minuti a Daniel Ricciardo con la sua Red Bull, costringendo il team a concludere la giornata in ritardo rispetto agli avversari.

Soddisfatta la Pirelli
In casa Pirelli, comunque, le impressioni a caldo sulla sessione sono positive: «Abbiamo avuto la possibilità di provare le gomme per la prossima stagione e possiamo ritenerci soddisfatti di ciò che abbiamo ottenuto, anche se dobbiamo ancora analizzare completamente i dati – spiega Paul Hembery, responsabile tecnico della Pirelli – Abbiamo provato varie costruzioni sia per gli pneumatici anteriori che posteriori e diverse versioni della nuova mescola ultrasoft per il 2016, che era uno degli obiettivi di questa sessione. Vogliamo introdurre una gomma più morbida della supersoft, progettata appositamente per i circuiti cittadini, in grado di dare migliori prestazioni ma anche un degrado più rapido, cosicché i team la possano scegliere per una strategia più aggressiva. Se questo produrrà un maggior numero di pit stop è ancora troppo presto per dirlo. Analizzeremo con attenzione i dati e la telemetria del team una volta tornati alla base. Ma sembra che stiamo andando nella giusta direzione: la ultrasoft dovrebbe offrire più possibilità in alcune gare».