15 dicembre 2019
Aggiornato 08:00

Vile attacco a Donnarumma, il Milan risponde per le rime

Il club di via Aldo Rossi reagisce prontamente all’agguato teso al giovane portiere rossonero da un quotidiano nazionale. Riesumati post pubblicati su Facebook dall’allora tredicenne estremo difensore contro Inter, Juve, Allegri e Conte. Mihajlovic aveva appena chiesto alla stampa di mostrare maggiore simpatia nei confronti del ragazzo prodigio del calcio italiano.

MILANO - Che brutta cosa lo sciacallaggio, l’avventarsi come ingordi predatori di vittime inermi con il solo scopo di fare loro del male. Dispiace per i colleghi che con tanta solerzia si sono lanciati - dopo averli cercati con meticolosa cura - sui post di un Donnarumma allora tredicenne con l’unico scopo di mettere il baby portiere rossonero tra le fauci di un’opinione pubblica assetata di scandali pruriginosi, ma per descrivere un tale atto di «inchiesta» giornalistica non ci viene in mente altro.  

Sbatti il mostro in prima pagina
Per i più distratti proviamo a ricapitolare quanto è accaduto nelle ultime ore: l’edizione di stamattina di un noto quotidiano nazionale ha ripreso e diffuso alcuni post pubblicati da Gigio Donnarumma sul proprio profilo Facebook negli anni 2012 e 2013 (allora il giovane fenomeno del Milan aveva appena 13 e 14 anni), aventi come oggetto quelli che oggi sono i suoi colleghi (calciatori e allenatori della nostra serie A), ma che allora erano solo delle figurine da incollare sull’album dei sogni di un bambino. Inutile dire che in brevissimo tempo tutti si sono affrettati a sbattere il mostro in prima pagina, giusto per omaggiare il talento cinematografico di Marco Bellocchio.

Riesumati post del tredicenne Donnarumma
Basterebbe provare a spulciare qualsiasi bacheca di un tredicenne per trovare lo stesso tipo di insulti, di accuse, di prese in giro: «Interisti pezzi di m…! Anche quando c’è il derby insultano i tifosi del Napoli»; oppure «Che figura di m… 3-0 e siamo ancora al 5’ minuto del secondo tempo. Allegri via subito». E per concludere quella su colui che secondo radio mercato potrebbe addirittura diventare il suo prossimo tecnico l’anno prossimo: «Buongiorno, parlo con Sky? Vorrei comprare una partita…Resti in attesa, le passo Conte», con annessa risatona finale che sintetizza a pieno il valore intrinseco della goliardata infantile.

La risposta del Milan
Ecco, sapere che oggi qualcuno si è preso la briga di andare a spulciare nei ricordi giocosi, spregiudicati e fanciulleschi di un ragazzino per farne carne da macello, risulta oltremodo disgustoso.
Tanto da costringere anche l’Ac Milan ad un’uscita pubblica risentita ma quanto mai necessaria e puntuale: «È una delle poche certezze della vita. Non essere mai uguali a se stessi. Crescere significa sbagliare, rimediare, migliorare. Guardate Gigio e guardatelo bene: ma non le sue parate. Guardate il suo sorriso.Tenero, aperto, appena accennato: in quel sorriso c’è scritto che ha sbagliato ma che non persevererà. Dietro una tastiera c’è sempre una ottava di goliardia in più. A qualsiasi età e soprattutto a quella in cui Gigio canzonava questo e quello. Certo che ha sbagliato, ma a quell’età che altro si fa?».

La premonizione di Mihajlovic
Fa bene il Milan a proteggere il suo gioiellino, ma dovrebbero fare altrettanto tutti coloro che hanno a cuore il calcio italiano perché oggi Donnarumma rappresenta la sola possibilità di rivedere un calciatore azzurro conquistare trofei e successi a livello mondiale e magari anche tornare a vincere il Pallone d’Oro.
Qualche giorno fa, al termine di un Lazio-Milan trionfale per i colori rossoneri, il tecnico milanista Mihajlovic aveva speso parole importanti per il suo giovane portiere, invitando tutti gli osservatori, gli opinionisti, i giornalisti, gli addetti ai lavori ad avere maggiore simpatia nei confronti di colui che potrebbe diventare un autentico patrimonio di tutto il calcio italiano, non solo rossonero. Evidentemente il messaggio deve essere sfuggito a qualcuno perché costringere Donnarumma ad una tale sferzata pubblica, proprio durante la sua prima convocazione con la Nazionale Under 21, è stato non solo ingeneroso, ma assolutamente sconveniente.
Troppo facile prendersela con i bambini. Meditate gente, meditate.