25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Calciomercato-Serie A

Trofeo Berlusconi e mercato: tra Milan e Inter è sempre derby

Tiepida accoglienza da parte dei tifosi rossonerazzurri per il quarto derby della stagione, in programma oggi pomeriggio (ore 18.00) tra Milan e Inter. A suscitare maggiore curiosità però è il nuovo duello di mercato che si profila all’orizzonte per il talento della Dinamo Zagabria Marko Pjaca, seguito in estate da Galliani e ora entrato nei radar di Ausilio.

MILANO - Ci fu un’epoca in cui sugli spalti di San Siro per assistere al Trofeo Berlusconi si sistemarono in 77.000. Parliamo del 1997, una vita fa. Oggi sembra incredibile leggere certi numeri, soprattutto in relazione a quanto accadrà quest’oggi, alle 18.00, alla Scala del Calcio. Malgrado le iniziative create ad arte per promuovere l’evento (abbonati favoriti dall’ingresso a 1 euro e pacchetti da 20 e 39 partita più visita all’Expo) a ieri i tagliandi venduti per assistere alla XXIV edizione del Trofeo Luigi Berlusconi erano appena 9.000.
Che alla fine però potrebbero addirittura arrivare a 25.000, un discreto successo se rapportato alle mortificanti cifre della precedente edizione: 5.000 spettatori per godere di uno degli spettacoli meno stimolanti del mondo, il match «papale» contro gli argentini del San Lorenzo.

Al Milan c’è bisogno di cambiare
Impossibile restare sorpresi analizzando questi dati. Quello che richiamava folle oceaniche di appassionati rossoneri, perfino nei match poco più che amichevole del Trofeo Berlusconi, era un altro Milan. Soprattutto c’era un’altra società a guidarlo, più presente, più appassionata, più competente, più affamata di vittorie e successi, e probabilmente anche più ricca, cosa che in ambito calcistico non guasta mai.
Oggi però è inutile rivangare il passato, con l’unico inevitabile risultato di restare schiacciati dalla sofferenza al pensiero di ciò che c’era e che adesso non c’è più. Tanto vale guardare avanti, alla ricerca di un futuro che possa essere, se non tanto saturo di trionfi, quanto meno dignitoso.
Considerato l’andamento lento del Milan negli ultimi 4 anni, vittima di una crisi irreversibile che ha fatto sprofondare l’ex club più titolato al mondo dalla vetta d’Europa e del mondo ad una squallida mediocrità anche in Italia, la speranza è che presto cambi qualcosa in società. E chissà che l’avvento di Bee Taechaubol e della sua cordata cino-thailandese non possa rivelarsi decisiva in tal senso.

Tutti pazzi per Pjaca
Ieri intanto una notizia di mercato ha messo un po’ di pepe al quarto derby della stagione, dopo la sfida cinese, il trofeo Tim e il match di campionato,  tra Milan e Inter: nell’abituale e opportunamente necessario giro per l’Europa, ieri il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio era a Zagabria per Dinamo-Olympiakos, per assistere alla prestazione di Marko Pjaca (non brillantissima per la verità, appena mezz’ora disputata nella sconfitta 0-1 contro i greci), giovane e talentuoso attaccante esterno-trequartista croato già seguito in estate - e con una certa insistenza - dal Milan.
Curioso che tra Milan e Inter non si riesca ad uscire da questo inghippo di mercato che «costringe» le due società ad andare sempre sugli stessi obiettivi (solo nella scorsa estate Kondogbia, Jovetic, Miranda, tra l’altro poi presi tutti dai nerazzurri).

La lungimiranza di Galliani
Tralasciando il fatto che sono anni che non troviamo più Galliani in giro per il mondo a vedere e conoscere di persone i nuovi campioni del calcio, sappiamo tutti com’è andata a finire nella scorsa sessione di mercato. Alla richiesta di 15 milioni di euro della Dinamo Zagabria, l’amministratore delegato rossonero ha fatto marcia indietro considerando eccessive le pretese del club croato. Peccato che da allora Pjaca sia diventato un titolare inamovibile anche in Nazionale e che le 3 reti in 6 partite segnate nei preliminari di Champions League dal geniale fantasista ne hanno fatto inevitabilmente impennare i costi. Quando si dice la lungimiranza…