31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
Scandalo FIFA

Platini non molla: «Solo con me la FIFA tornerà la casa del calcio»

«Mi sento infangato». Lo dice al quotidiano francese Le Monde dopo la sospensione per tre mesi da parte del Comitato Etico della Fifa a causa di quel pagamento sospetto di 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti dalla federazione internazionale. Abete l'appoggia: «Non deve dimettersi»

PARIGI - Michel Platini si sente «infangato». Lo dice al quotidiano francese Le Monde dopo la sospensione per tre mesi da parte del Comitato Etico della Fifa a causa di quel pagamento sospetto di 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti dalla federazione internazionale. «Quello che mi innervosisce di più - ha detto al quotidiano parigino - è di essere messo in mezzo con gli altri. Trovo vergognoso essere infangato. I miei legali ricorreranno, se necessario, al tribunale arbitrale dello sport. Spero che tutto proceda con rapidità».

La FIFA deve tornare la casa del calcio
Quanto alla vicenda dei 2 milioni di franchi svizzeri Platini ricostruisce così: «Nel 1998 ero presidente del comitato organizzatore della Coppa del mondo. Blatter mi chiamò nella sua stanza e mi chiese: 'Allora si va o no?'. Havelange proponeva Platini presidente e Blatter segretario generale. Solo che a me non interessava. Ero presidente del comitato organizzatore della Coppa del Mondo. Allora Blatter ha deciso di candidarsi lui: 'mi presento, ma ho bisogno di te'. Ci rivedemmo due mesi dopo, mi chiese di essere il suo consigliere per il calcio. Ci accordammo. 'Quanto vuoi?' chiese Blatter. Risposi 'Un milione'. 'Di cosa?'. 'Di quello che vuoi, di rubli, di sterline, di dollari'. A quell'epoca, non c'era ancora l'euro. Rispose: 'd'accordo, un milione di franchi svizzeri all'anno» senza alcun contratto scritto: «Si trattava di una cosa da uomo a uomo e nel diritto svizzero, inoltre, un contratto orale vale come uno scritto». Il ritardato pagamento lo spiega come negligenza da parte sua di non aver continuato a incassare lo stipendio. La candidatura, però, è confermata: «Sono l'unico che può garantire alla Fifa di tornare ancora una volta la casa del calcio. Ma, ogni volta che mi avvicino al sole, come Icaro, brucia ovunque».

Abete appoggia Platini: Non deve dimettersi
Giancarlo Abete sta con Michel Platini. Il vicepresidente dell'Uefa ai microfoni di Radio Anch'io sport ha detto che la federazione europea «non chiederà il rinvio delle elezioni Fifa - stabilite nel 26 febbraio 2016 ndr - permettere che questa realtà si trascini per lungo tempo sarebbe un segnale di debolezza. Bisognerà vedere cosa pensano le altre confederazioni, la cosa migliore sarebbe dare delle risposte il prima possibile». Abete invita Platini «a non dimettersi. Al posto suo non lo farei. Una cosa è dimettersi per una situazione sportiva, un'altra di fronte all'onta di un'accusa infamante. Una cosa è essere corrotti o aver commesso errori con una ricaduta politica e personale forte, sono due cose diverse. Platini ha incassato delle somme ma ha pagato le imposte: difficilmente, per fare cose illecite, si emette fattura e si pagano le tasse». Per Abete bisogna capire se si tratta di utilizzo improprio di risorse o di una situazione gestita male con danni all'immagine. Domani si riunirà il Comitato esecutivo della Fifa. Il 26 ottobre ci sarà la data di scadenza delle candidature. L'Uefa ha la possibilità di coordinarsi con le altre confederazioni. Se non ci fosse una candidatura alternativa bisognerà appoggiare i candidati che avranno presentato le firme entro il 26.

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