6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00

Lorenzo non ci sta: «Sono io il più forte». E Rossi sbotta

Il duello mondiale continua anche dopo la gara. Jorge rosica dopo la batosta subita in Giappone: «Tutta colpa della sfortuna». Ma Valentino lo rimette in riga: «Irrispettoso, io non cerco mai queste scuse»

ROMA – Sarà anche un ottimo vincitore, ma Jorge Lorenzo si sta dimostrando un pessimo perdente. Nell'ultimo Gran Premio in Giappone, Valentino Rossi lo ha limpidamente bastonato: dandogli una lezione di gestione delle gomme da bagnato sulla pista che si stava asciugando, sverniciandolo sul finale dopo che 'Por Fuera' aveva dominato per tutta la prima metà di gara e allungando di quattro preziosi punti in classifica generale. Eppure il maiorchino, invece di ammettere signorilmente la sconfitta, ha dato tutta la colpa alla sfortuna. Solo la malasorte, sostiene insomma, gli ha impedito di essere più vicino al Dottore nella volata mondiale. «In Qatar ho avuto il problema al casco, in altre gare ero il più veloce sull'asciutto e ha piovuto. Insomma, in due, tre, quattro gare non ho potuto sfruttare la mia velocità per cogliere i 25 punti – racconta Jorge – Domenica ero il più veloce sia sull'asciutto che sul bagnato, ma dopo il via bagnato la pista si è asciugata e non sono riuscito a vincere una gara che credevo di avere già vinto. Perciò sì, penso che in generale, ma in particolare in questo momento del campionato, sono io il più forte, grazie alla moto, alla mia velocità, alla mia concentrazione. Ma queste sono le circostanze, al momento, magari cambieranno nei prossimi Gran Premi».

Niente alibi
Più che un discorso da Calimero, il suo sembra piuttosto lo sfogo di un rosicone. Che Valentino, nella stessa conferenza stampa del dopo-gara, ha subito rimesso al suo posto con una sola, tagliente risposta: «Mi sembra irrispettoso nei miei confronti dare la colpa alla sorte. Anch’io potrei trovare delle scuse ogni volta che gli arrivo dietro, almeno venti per volta». A quattro gare dalla conclusione di questo infuocato duello mondiale, ormai le chiacchiere stanno a zero. Quello che conta sono solo i risultati in pista. E i relativi punti in classifica generale. I calcoli raccontano che a Rossi basterebbe arrivare sempre secondo per laurearsi campione per la decima volta, anche se Lorenzo dovesse vincere tutte le restanti tre corse. Ma lui rifiuta infastidito queste considerazioni: «Per me è impossibile – risponde il tavulliese – Da adesso fino alla fine sarà molto difficile che arriveremo sempre primo e secondo, perché le due Honda sono molto forti e nelle prossime tre gare ci aspettano condizioni completamente diverse, e tre generi di pista molto differenti. Non faccio mai di questi calcoli, perché il 99 per cento delle volte non si realizzano mai. Al contrario, mi concentro su Phillip Island, per cercare di arrivare davanti a Jorge. Questo è il mio obiettivo, più che fare i calcoli per arrivare dietro». Figuriamoci se basta la fortuna. Un'altra piccola, ma importante lezione che il vecchio Dottore ha dato al suo più giovane compagno-rivale.