19 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
L'isteria dei campioni del mondo

Mercedes in crisi di nervi: «C'è un complotto contro di noi»

Il presidente delle frecce d'argento Niki Lauda tuona: «Le nostre macchine inquadrate solo per cinque minuti». E teme che dietro ci sia una vendetta del patron della Formula 1 Bernie Ecclestone. Ma lui smentisce: «Un'assurdità»

ROMA – Prima quelle gomme a Singapore che proprio non andavano, e che alcune ricostruzioni fantasiose hanno collegato ad una presunta ripicca di Pirelli per le pressioni non regolamentari scoperte a Monza. Poi, una settimana dopo a Suzuka, la Mercedes è tornata alla vittoria, ma stavolta è sparita dagli schermi televisivi. Dei quasi novanta minuti di diretta in mondovisione del Gran Premio del Giappone, le frecce d'argento sono state inquadrate dalla regia internazionale per soli 5 minuti e 56 secondi. «Non abbiamo visto nemmeno il cambio gomme del leader, Lewis Hamilton: lo hanno mostrato solo mentre usciva dai box», lamenta il presidente della squadra, Niki Lauda. Da qui a risollevare le solite voci di complotto, che in Formula 1 vanno sempre di moda, per i campioni del mondo è stato un attimo.

The show must go on...
La teoria circolata nei giorni successivi alla gara è che l'ordine alle telecamere di evitare le Mercedes sia giunta da Bernie Ecclestone in persona, il patron del campionato, per far pagare al colosso tedesco la sua decisione di non fornire i motori alla Red Bull per il prossimo anno, mettendo le due squadre dell'azienda di bibite energetiche sull'orlo del fallimento. Una versione ovviamente smentita da Mr E: «Non c'è stata manipolazione – ha ribattuto al quotidiano tedesco Die Welt – Alcune settimane fa abbiamo discusso della regia delle gare e siamo giunti alla conclusione che il centro del gruppo dovrebbe essere mostrato più spesso. Inquadrare solo i leader è noioso, e in più in questo modo diamo maggiore sostegno ai team minori. Lauda conosce queste considerazioni e comprenderà. Forse i registi in Giappone sono andati un po' troppo oltre, ma io non sono intervenuto».

Meeting riparatore
Fatto sta che il caso ha preoccupato i vertici della scuderia teutonica a tal punto da convincere Lauda a prendere un aereo per Londra due giorni fa per affrontare la questione faccia a faccia con lo stesso Ecclestone. «Bernie ha ammesso di avere esagerato – ha rivelato l'ex pilota austriaco tre volte iridato dopo l'incontro ai giornalisti del Times – Ma ha detto che la colpa è nostra, perché vinciamo con un margine troppo ampio. Devo ammettere che questo è ciò che accade quando una macchina è là davanti da sola». E il numero uno del circus ha rincarato: «Nessuna vendetta, è un'assurdità. Cerchiamo solo di dare ai telespettatori un bello spettacolo. Lewis e la Mercedes dominano troppo al momento». Non sarà un vero e proprio complotto, insomma, ma anche l'84enne magnate inglese non sembra gradire troppo queste vittorie della casa di Stoccarda, almeno per lo spettacolo. E come dargli torto?