25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Promossi e bocciati ad Alcaniz

Le pagelle: Stavolta Lorenzo e Pedrosa guidano meglio di Vale

I due spagnoli, padroni di casa nel Gran Premio d'Aragona, si meritano voti più alti del Dottore. Chi delude pesantemente, invece, è il campione del mondo in carica Marc Marquez, che cade due volte in due giorni

ALCANIZ – Jorge Lorenzo torna alla vittoria e in corsa per il Mondiale MotoGP in un Gran Premio d'Aragona che ha regalato battaglie al fulmicotone, fino alla bandiera a scacchi (prima fra tutte quella tra Valentino Rossi e Dani Pedrosa), e anche qualche caduta pesante (vedi alla voce Marc Marquez). Questi e altri protagonisti finiscono nelle consuete pagelle del DiariodelWeb.it.

JORGE LORENZO – voto 10. Lo stesso Lorenzo che era annegato nella pioggia degli ultimi due Gran Premi torna a galla quando la pista si asciuga, come è accaduto ad Aragon. Qui abbiamo rivisto 'Por Fuera' al suo livello abituale di questa stagione: veloce, dominatore, imprendibile, quasi perfetto. Per tenere a galla anche i suoi sogni di Mondiale ha bisogno di continuare ad inanellare gare come questa. E sperare che non piova più.

DANI PEDROSA – voto 9. Alla faccia di chi lo definiva arrendevole nelle battaglie corpo a corpo. Lo spagnolo, nella sua gara di casa, si è tolto la soddisfazione di rispondere ai sorpassi a ripetizione di un osso duro come Valentino Rossi, proprio sul suo campo, quello dei finali in volata. E il secondo posto che spezza una striscia negativa troppo lunga se l'è meritato tutto. Se solo riuscisse ad essere meno discontinuo...

VALENTINO ROSSI – voto 8. Quella di Alcaniz è una delle poche piste del calendario in cui il Dottore proprio non si trova, e questo lo si sapeva già alla vigilia. In gara, come al solito, ci ha messo del suo: è andato all'arrembaggio dalla partenza all'arrivo, ha recuperato posizioni, ha insidiato fino al traguardo il secondo posto e alla fine ha portato a casa un altro podio, con annessi punti preziosi. Ora, però, archiviato questo appuntamento sfavorevole, deve tornare a giocarsela ad armi pari con Lorenzo: amministrare il vantaggio in classifica non basta, come lui stesso ha più volte ricordato. A partire dalle qualifiche, che restano il suo pesante tallone d'Achille.

ANDREA IANNONE – voto 8. Il podio era fuori portata, più per i limiti tecnici della sua Ducati, che emergono con sempre maggiore evidenza, che per suoi errori di guida. Ma il quarto posto vale comunque oro, perché l'ha ottenuto stringendo i denti per la spalla destra ancora dolorante dalla seconda dislocazione stagionale. Per non parlare della seconda piazza sulla griglia di partenza conquistata in qualifica. Ancora una volta, come già dopo il primo infortunio al Mugello, il pilota di Vasto tira fuori gli attributi nel momento di maggior difficoltà. Come fanno i veri campioni.

MARC MARQUEZ – voto 5. A noi i piloti che ci provano sempre, che non si arrendono mai, che danno il massimo, che superano anche il limite entrano sempre nel cuore. Ma qui si esagera. Marquez è riuscito a cadere per due volte in due giorni: la prima in qualifica (centrando comunque la pole position che gli evita un'insufficienza più pesante), la seconda dopo soli due giri della gara. Ed è addirittura il quinto Gran Premio dell'anno che il campione del mondo in carica conclude per terra. Va bene il cuore, ma dovrebbe imparare che a volte bisogna anche saper usare la testa.