26 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Scandalo calcioscommesse

Tavecchio sentito dalla Procura di Napoli

Il presidente della Figc è stato ascoltato dalla Procura di Napoli in qualità di persona informata sui fatti che hanno determinato le perquisizioni in corso per il nuovo filone di calcioscommesse della Lega Pro. Perquisite sede Lazio, casa e uffici Lotito

ROMA - Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio è stato ascoltato dalla Procura di Napoli in qualità di persona informata sui fatti che hanno determinato le perquisizioni in corso per il nuovo filone di calcioscommesse della Lega Pro.
In una nota la Figc sottolinea: «In relazione alle operazioni di indagine in corso, svolte dalla Procura di Napoli, questa mattina il Presidente della FIGC Carlo Tavecchio è stato ascoltato in qualità di persona informata dei fatti e ha assicurato la massima collaborazione da parte della Federazione».

Perquisite sede Lazio, casa e uffici Lotito
Gli agenti della Digos della Questura di Napoli, su disposizione della Procura partenopea, hanno eseguito una serie di perquisizioni non solo negli uffici della Lega Italiana Calcio Professionistico di Firenze e del suo presidente Mario Macalli, ma anche negli uffici della Figc a Roma e del suo presidente Carlo Tavecchio. Perquisiti anche gli uffici della società calcistica Lazio, il domicilio, la residenza e gli uffici romani del suo presidente Claudio Lotito. A comunicarlo una nota della Procura partenopea.
L'indagine, condotta dai sostituti del gruppo «Manifestazioni sportive» incardinato presso la Settima sezione, è stata avviata dopo la denuncia depositata dall'ex dirigente sportivo della società di calcio Ischia Isolaverde, Giuseppe Iodice, nella quale «venivano segnalate le condotte asseritamente intimidatorie tenute da Claudio Lotito», presidente della società sportiva Lazio, con interessi nella Salernitana 1919, nonché consigliere della Figc, nei confronti dello stesso Iodice e di altri dirigenti di società calcistiche di Lega Pro "in relazione alle procedure di approvazione del bilancio", scrivono il procuratore capo Giovanni Colangelo e il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.