20 settembre 2019
Aggiornato 07:30

Il Milan a Mihajlovic, Berlusconi ha detto si

L’annuncio ufficiale arriverà entro la fine della settimana, non prima di aver comunicato l’esonero a Filippo Inzaghi. La riunione ad Arcore Tra Berlusconi, Galliani e l’ex tecnico doriano è stata positiva, ma i tifosi mugugnano ripensando ai trascorsi nerazzurri di Mihajlovic.

MILANO - «Se in un futuro mi si dovesse presentare l’occasione di allenare il Milan la rifiuterei a costo di morire di fame. Io sono fatto così, ho rispetto per le squadre in cui ho giocato e ho trascorso 4 anni all’Inter, quindi sono interista e non andrò mai al Milan». Era il 19 novembre del 2010 e così parlava Sinisa Mihajlovic, allora allenatore del Catania.
Una frase che è rimasta impressa nella memoria dei tifosi rossoneri, tatuata a lettere di fuoco sull’orgoglio «casciavit» e che puntualmente torna a fare capolino proprio oggi che l’ex tecnico della Sampdoria sta per essere promosso sulla panchina del Milan, eletto nuovo re di Milanello,  trascinatore e leader carismatico della sconfortata squadra reduce dalla cura Inzaghi.

Prima c’è da chiudere la pratica-Inzaghi
A proposito di SuperPippo, prima di avere l’ufficialità di questa nomina ormai attesissima, c’è da aspettare la risoluzione della pratica Inzaghi. Come ha ricordato fino alle sfinimento nelle ultime settimane, l’ex centravanti rossonero ha ancora un anno di contratto, quindi prima di aprire il ciclo-Sinisa è necessario chiudere quello fallimentare di Inzaghi, che ha costretto il Milan a sconfinare spesso nella seconda metà della classifica, salvo poi chiudere il campionato con un deprimente decimo posto.
Ma Inzaghi ormai è storia, il presente e si spera anche il futuro del Milan (al tecnico serbo è stato proposto un biennale da 2 milioni di euro netti più bonus) si chiama Mihajlovic, e malgrado i mugugni di una frangia di tifosi, negli ambienti rossoneri non si vede l’ora di voltare pagina e iniziare la nuova avventura con la speranza di rivedere questi colori di nuovo a lottare per traguardi importanti.

Fugati tutti i dubbi di Berlusconi
Eppure qualche dubbio c’è stato fino alla fine. Perché ad essere poco convinto dell’operazione era proprio il patron rossonero, Silvio Berlusconi, ormai entrato nel «mood ancelottiano» e poco propenso a piazzare un ex interista dal pugno di ferro sulla panchina dell’ex club più titolato al mondo. Come al solito è toccato ad Adriano Galliani fare da intermediario, organizzare un incontro ad Arcore, presentare Mihajlovic a Berlusconi e sperare in un amore a prima vista. E così è stato, tanto che alla fine della cena, a cui ha presenziato anche Piersilvio Berlusconi, l’ex premier avrebbe ammesso «Mi piace la sua voglia di lavorare e la sua fame di successi».

Anche Allegri non convinceva Berlusconi
Più o meno quello che successe anche qualche anno fa quando l’ad rossonero portò Massimiliano Allegri a Villa San Martino al cospetto di uno scettico Berlusconi, il quale cambiò inizialmente idea, presentando il tecnico livornese alla stampa come l’allenatore dal physique du rôle adatto per guidare una squadra come il Milan. Salvo poi non perdere occasione per criticarlo, censurarlo, ridicolizzarlo, fino a distruggergli la squadra dopo un primo e un secondo posto.
La speranza di tutti i tifosi rossoneri è che stavolta il feeling possa essere ottimale e duraturo. Al Milan non è più tempo per baruffe, ripicche, antipatie personali e futili motivi, la depressa squadra vista negli ultimi anni ha bisogno di una società forte e di gente che lavori in armonia per tornare in fretta a raggiungere risultati importanti e prestigiosi, quelli che competono ad un club che è stato in cima al mondo.