20 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Cessione Milan, la Cina raddoppia

Dopo le parole di Fu Yixiang, vicepresidente della Camera di Commercio Italia-Cina, iniziano a circolare voci su un’altra presunta cordata cinese, oltre a quella di Richard Lee. E intanto aumentano i dubbi sulle reali capacità finanziarie del gruppo thailandese di Bee Taechaubol.

MILANO - Proprio quando sembrava delinearsi un testa a testa tra Thailandia e Cina, un duello emozionante quanto il famoso Coppi-Bartali al Giro d’Italia, ecco affiorare alcune indiscrezioni che potrebbero sparigliare ancora una volta le carte sul tavolo di Silvio Berlusconi per la cessione dell’Ac Milan.
Protagonista delle discussioni da bar degli ultimi giorni è sempre lui, l’uomo più chiacchierato del momento tra i tifosi rossoneri, Fu Yixiang, ineffabile e superattivo (almeno a parole) vicepresidente della Camera di Commercio Italia-Cina. È lui il vero animatore di tutti i salotti milanisti, con dichiarazioni sempre più suggestive, affascinanti, pressoché idilliache. 

FU YIXIANG: AL MILAN VOGLIAMO CAPI ITALIANI - Quasi troppo belle per essere vere:  «Il Milan è uno dei cinque club stranieri più amati dai cinesi - le parole di Fu Yixiang -. Questo ne determina la popolarità. Qualora decidessimo di acquistarlo la gestione rimarrebbe comunque italiana. Come tutti gli investimenti cinesi fatti nell'ultimo periodo la testa e il braccio devono rimanere italiani. Non puoi gestire al Milan senza le 'teste' italiane, perchè il Milan è sempre stato di italiani. Anche se prendessimo il club rossonero vorremmo Berlusconi come presidente onorario, e anche tutti i dirigenti. Noi veniamo dall'esterno, non sapremmo guidare una macchina così formidabile». Sospirone di sollievo a casa Galliani, ma anche ad Arcore dove la preoccupazione più grande, in caso di cessione del Milan, sarebbe quella di collocare la manager rampante Lady Barbara.
Ma non finiscono qui le dichiarazioni del vicepresidente della Camera di Commercio Italia-Cina: «Se decidiamo di portare avanti un'operazione del genere è perché pensiamo che possa avere prospettive fiorenti. Noi vogliamo che il Milan ritorni al suo passato glorioso, che torni un top club a livello mondiale. Il nostro progetto è portare 10mila tifosi cinesi del Milan a ogni partita».

MISTERO SULLA CORDATA DI FU YIXIANG - La vera novità di giornata però è rappresentata dalla possibilità che dietro Fu Yixiang ci sia un’altra cordata ancora, oltre a quella rappresentata da Richard Lee. A questo proposito il manager cinese ha risposto in maniere comprensibilmente fumosa lasciando spazio alle più varie interpretazioni: «Essendo una trattativa riservata non è il caso dare un certo tipo di informazioni. Posso solo dire che rappresento un gruppo di imprenditori che hanno già fatto pervenire a Berlusconi una manifestazione di interesse. Non posso rivelare la loro identità perché siamo ancora in attesa di una convocazione». A gestire la pratica per conto di Fininvest ci sarebbe un personaggio esperto del settore, l’avvocato Michele Carpinelli, che in passato ha seguito Tronchetti Provera nella cessione di Pirelli a Chem China.

CALANO LE QUOTAZIONI DI MR. BEE - E mentre crescono in maniera esponenziale le attese nei confronti di un possibile ingresso di imprenditori cinesi nell’Ac Milan, sembra affievolirsi la credibilità di Bee Taechaubol e della sua cordata thailandese. Mr. Bee continua a non far trapelare nulla sui suoi possibili partners e per questo crescono i dubbi sulle reali possibilità del gruppo di presentare le lettere di credito dopo la due diligence, cioè l’analisi dei conti del Milan, entro la scadenza fissata del 30 aprile.
La trattativa sta per entrare nel vivo. Anche se, di questo passo, si prevedono tempi piuttosto lunghi per sapere in quali mani andrà l’ex club più titolato al mondo.