22 gennaio 2022
Aggiornato 04:00
Il Gran Premio del Qatar visto attraverso gli occhi del vincitore

Rossi racconta la sua gara: «Una delle vittorie più belle»

Valentino ripercorre i momenti che lo hanno portato al successo nella gara inaugurale: «Quando mi sono detto: 'Posso farcela'... E quella battaglia all'ultimo giro con Dovizioso, degna delle lotte dei vecchi tempi»

LOSAIL – Narra la leggenda che Enzo Ferrari fosse solito ripetere: «La vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare». Valentino Rossi, che non a caso l'aria di Maranello l'ha respirata a lungo, deve pensarla alla stessa maniera. Le sue prime parole dopo il clamoroso successo nel Gran Premio del Qatar, infatti, sono state proprio queste: «L'ho detto tante volte, ma questa è una delle mie vittorie migliori». Una vittoria «come quelle dei vecchi tempi: forse a livello delle lotte che ricordo con Capirossi, sempre sulla Ducati, a Sepang o con Jorge al Montmelo. Sicuramente una delle mie migliori battaglie all'ultimo giro: non me lo ricordo nemmeno bene, ricordo solo di essere stato vicino a cadere due o tre volte».

IL FILM DELLA GARA – Quell'ultimo giro da cineteca, a caldo, sarà anche un po' annebbiato nella sua memoria, ma il resto della gara Vale lo racconta come un film. Un kolossal, per meglio dire: «Alla prima curva ho visto Marquez arrivare largo e sapevo che si trattava di un momento speciale, un'ottima chance di vittoria. Alla partenza ero davanti a Iannone, poi dopo tre curve non so cosa sia successo, forse mi sono addormentato. Ho superato i piloti un po' più lenti, sono arrivato alle spalle di Pedrosa e l'ho passato, poi ho passato anche Hernandez. Il giro successivo ero da solo e ho fatto un 1:55.2. Mi sono detto: 'Wow, niente male... posso farcela'».

DOVIZIOSO, UN OSSO DURO «Dopo un momento difficile quando ero di nuovo alle spalle di Iannone e non riuscivo a superarlo, ho visto sul cartello che Marquez mi stava raggiungendo – prosegue – Ho cercato di concentrarmi e di superare Andrea e quando ci sono riuscito ho capito di avere una moto molto equilibrata per il finale di gara. Giro dopo giro vedevo Jorge e anche Dovi che erano più in difficoltà di me. A quel punto ho pensato a che strategia adottare: non commettere errori e cercare di spingere nei punti della pista in cui ero più forte». Da superare rimaneva solo un ultimo ostacolo: la migliore velocità di punta della Ducati, che aumentava il rischio di un sorpasso in rettilineo proprio al photofinish. «Sì, pensavo che sarebbe andata così – ammette – Ma sapevo che se fossi riuscito subito a superare Dovizioso avrei potuto costruirmi un piccolo vantaggio, perché nella seconda parte del giro, eccetto l'ultima curva, ero molto forte. All'ultima curva non ho sentito il rumore della Ducati, sono uscito molto bene e mi sono goduto il momento prima del traguardo».

AL TOP FINO A 40 ANNI – Solo allora si è reso conto di essere veramente riuscito nell'impresa. Il suo entusiasmo è comprensibile: «Mi sento bene, ho una buona motivazione e mi piace il mio lavoro che è anche la mia passione – commenta – Per me, se vivi una vita sana e ti alleni, puoi correre al top fino ai 40 anni. A fare la differenza sono soprattutto motivazione e concentrazione. Perciò sono contento perché Marc è dietro, il che è molto importante per il campionato. Ma quest'anno penso che lotteremo in sei invece che in quattro, perché le due Ducati sono molto forti. Sarà interessante». E, se si comincia con una vittoria, lo è ancora di più.