5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Mercedes in pole, ma preoccupata: «Ormai la Ferrari è lì»

Lewis Hamilton centra di nuovo il miglior tempo, ma di soli 74 millesimi. E Rosberg è furioso per l'errore che gli è costato la prima fila: «Non possiamo più sbagliare nulla. Siamo ancora i migliori, ma il Cavallino rampante ci sta raggiungendo»

SEPANG «Un giro generalmente buono». Nemmeno la pole sembra soddisfare al cento per cento l'incontentabile Lewis Hamilton. Che è riuscito a centrare nuovamente la partenza al palo, ma solo grazie al primo dei due giri veloci, quello compiuto con gomme intermedie all'inizio della terza parte delle qualifiche. «Nessuno aveva girato questo weekend sul bagnato – racconta a caldo – perciò il primo giro è sempre un salto nel buio. Non ci si vuole prendere troppi rischi, ma bisogna stabilire un riferimento. Non so se gli spettatori si rendano conto: sul bagnato dobbiamo adattarci alle nuove condizioni. Che, con l'acqua sull'asfalto, sono molto diverse, non sappiamo quali parti della pista siano più scivolose o dove incontreremo aquaplaning».

HAMILTON RE DELLA PIOGGIA – Il suo, insomma, è stato un giro da vero funambolo, in perfetto equilibrio sul filo sospeso tra il rischio di sbagliare e la necessità di non essere troppo lento. «Quando si accelera in uscita dalle curve si fa conto sulla propria sensazione a pelle – prosegue – Si guida con il sedere, una cosa che riesco a far bene fin da quando ero bambino. Fortunatamente oggi ha funzionato di nuovo e sono riuscito a spingere». Sul finale delle prove, però, il campione del mondo ha tremato, per la prima volta. Proprio mentre il suo diretto rivale Sebastian Vettel si avvicinava ad appena 74 millesimi, il compagno di squadra Nico Rosberg bloccava il suo secondo e ultimo tentativo impedendogli di migliorarsi. Pole position sì, insomma, ma davvero di un soffio. «Ora penso a come vincere domani – taglia corto – Sarà una gara difficile, calda e dura per le gomme. Bisogna tenere la mente aperta a tutte le possibili circostanze».

ROSBERG: «LA FERRARI CI STA RAGGIUNGENDO» – Morale decisamente più a terra quello che si respira dall'altra parte del suo box. Nico Rosberg non partirà in prima fila per la prima volta dallo scorso Gran Premio d'Austria. Tutta colpa di quella scivolata all'ultima curva, dovuta ad un suo errore. «Non ho guidato bene – confessa – Per questo sono infastidito. Il terzo posto non è un buon punto di partenza per domani. Ma almeno è dalla parte giusta della griglia. Devo riuscire a superare Sebastian alla partenza». Nonostante il tedesco continui a ribadire che la sua Mercedes ha un vantaggio sulla Ferrari, infatti, allo stesso tempo è costretto ad ammettere di vedere una minaccia rossa sempre più concreta: «Ormai sono lì. E non possiamo più sbagliare nulla. Ci stanno raggiungendo, anche se sono ancora fiducioso del fatto che siamo in vantaggio su di loro, siamo ancora i migliori».

TORI ALLA CARICA – Si sta avvicinando alle prime posizioni anche la Red Bull, che solo ieri veniva data da Vettel come potenziale candidata al podio. Dal caos meteorologico Daniel Ricciardo è emerso con un'ottima ed inaspettata quarta posizione. «Rispetto al primo Gran Premio siamo cambiati dalla notte al giorno – commenta l'australiano – Sebastian è ancora un po' troppo distante da noi, ma il lato positivo è che siamo davanti alle due Williams. Dobbiamo ancora lavorare, soprattutto sul motore, ma in sole due settimane abbiamo fatto un salto in avanti incredibile e non potevo chiedere di meglio». Chissà che il motorista Renault non abbia deciso di rimboccarsi le maniche, dopo le dichiarazioni furibonde che i vertici del team si sono lasciati sfuggire due settimane fa.

ALONSO RESTA IN FONDO – Infine c'è la McLaren che, nonostante il ritorno di Fernando Alonso, è uscita di nuovo dai giochi già nella prima eliminatoria delle qualifiche. Lo spagnolo porta a casa il 18° tempo, nella penultima fila della griglia davanti ai soli fanalini di coda Manor. Eppure qualche lato positivo c'è, come dimostra la riduzione dei distacchi dai migliori: «Ce lo aspettavamo, ovviamente – ammette lo spagnolo – Ma rispetto a Melbourne abbiamo fatto un grosso migioramento. Se riusciamo ad abbassare un secondo e mezzo ogni due settimane, tra tre o quattro gare saremo in pole...». Almeno il senso dell'umorismo non l'ha perduto.