18 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Milan: stadio di proprietà e nuovo allenatore, il futuro è adesso

Un impianto da 48.000 posti nuovo, moderno, funzionale che nascerà nell’area dove già sorge Casa Milan. E intanto fervono i preparativi per costruire il Milan che verrà, partendo proprio dalla panchina. I mal di pancia del ct Conte e i dubbi di Berlusconi su Inzaghi alla base di un clamoroso ribaltone.

MILANO - Sarà un autentico gioiellino il nuovo stadio del Milan. Un impianto moderno, funzionale ed accogliente, all’avanguardia sotto tutti i punti di vista. Quarantotto mila posti per questo miracolo della tecnologia che sorgerà in zona Portello-Fiera Milano City, a pochi metri dalla sede prestigiosa di Casa Milan, altra opera d’arte fortemente voluta dalla figlia del capo, Barbara Berlusconi. Di ispirazione europea e concezione quasi futuristica, ai 48.000 spettatori che potrà contenere il nuovo impianto rossonero verrà offerta una vera e propria esperienza emozionale rivolta in particolare alle famiglie, tutto con il massimo dei servizi, del confort e della sicurezza.
Un progetto che si ispira, come filosofia (non come realizzazione architettonica), al modello inglese: stadio urbano raggiungibile con i mezzi pubblici e responsabilizzazione dei tifosi e dei loro comportamenti.

VIA AI LAVORI NEL 2016, INAUGURAZIONE NEL 2018 - Un progetto che avrà come filo conduttore la sostenibilità e che si proporrà più come un edificio che uno stadio: la sua altezza non supererà da terra i 30 metri (San Siro è alto invece più di 60 metri) perché sarà realizzato scavando per una profondità di 10 metri.
Saranno ridotti al minimo rumori (grazie alle nuove tecnologie, ai materiali fonoassorbenti e alla copertura mobile) e traffico (in zona si arriverà soprattutto con i mezzi pubblici, in particolare con le nuove fermate della Metropolitana, mentre aumenteranno verde e posti di lavoro, oltre al fatto che sarà riqualificata una zona importante del capoluogo lombardo.
L’obiettivo, con inizio lavori nel 2016, è quello di inaugurare il nuovo stadio rossonero nella stagione 2018/19.

CONTE IRREQUIETO E BERLUSCONI INSODDISFATTO - Aria di cambiamento anche sulla panchina rossonera per la prossima stagione. I segnali - inequivocabili - arrivati proprio nelle ultime ore aprono nuovi scenari su quello che potrebbe essere il futuro tecnico del Milan. Nella giornata di ieri, infatti, sono state due le notizie di rilievo: la prima è l’annullamento dello stage azzurro, fortemente voluto da Antonio Conte ma osteggiato da tutti i club; la seconda riguarda le presunte dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull’attuale allenatore del Milan «Speriamo che possa crescere».
Non è necessario un genio matematico per fare due più due ed immaginare cosa potrebbe accadere da qui a pochi mesi. Antonio Conte non è per nulla soddisfatto della sua operatività da quando è diventato il commissario tecnico della Nazionale. Troppi tempi morti per uno come lui abituato alla quotidianità del lavoro sul campo, ossessionato dall’impegno costante senza pause di riflessione. Ecco che allora, Figc permettendo, l’ex allenatore della Juventus potrebbe chiedere a Tavecchio una deroga per allenare una squadra di club, pur tenendo fede al suo impegno con la federazione. Un po’ come è accaduto al ct del basket Pianigiani quando allenava contemporaneamente Siena e la nazionale azzurra.

MILAN E CONTE GIÀ MOLTO VICINI IN ESTATE - D’altro canto non è un mistero che le strade del Milan e di Antonio Conte si siano già avvicinate in maniere sensibile al termine della scorsa stagione. Dopo la conquista del terzo scudetto consecutivo, il tecnico leccese sembrava alla fine del suo rapporto con la Juventus e Galliani aveva fiutato l’affare, appoggiato dal cavalier Berlusconi.
Poi sappiamo tutti come è andata: Marotta ha fatto dietrofront e ha confermato Conte alla Juventus, salvo poi arrivare allo scontro frontale e al divorzio in agosto, quando però ormai la panchina del Milan era già stata assegnata a Filippo Inzaghi.
Ecco perchè l’anno prossimo Antonio Conte potrebbe essere il nuovo allenatore del Milan. L’uomo giusto attorno al quale ricostruire una squadra e riportarla ai successi che le competono. In attesa che il nuovo stadio sia pronto, per completare l’opera di rinnovamento.