23 luglio 2019
Aggiornato 10:00

Stranieri e stadi, Tavecchio chiede aiuto al Governo

Il Presidente della FIGC: «In Inghilterra hanno fatto una legge ad hoc. Sui comunitari è più difficile per il discorso della libera circolazione dei lavoratori. Potremmo fare altre cose, come ridurre le rose, per favorire un maggior utilizzo degli italiani, ma è per giocare in Italia gli extracomunitari devono avere un certo curriculum».

ROMA - Il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, chiede aiuto al governo su extracomunitari e stadi. Lo fa in un intervento durante la trasmissione «Pezzi da 90» su Radio Onda Libera. «Sul tema degli stranieri c'è bisogno dell'aiuto del Governo - ha detto - in Inghilterra hanno fatto una legge ad hoc. Sui comunitari è più difficile per il discorso della libera circolazione dei lavoratori. Potremmo fare altre cose, come ridurre le rose, per favorire un maggior utilizzo degli italiani, ma è per giocare in Italia gli extracomunitari devono avere un certo curriculum».

ANDIAMO NELLE SCUOLE - Simile la richiesta anche per gli stadi. Tavecchio chiede sinergie con gli enti locali. «Ognuno non deve andare per conto proprio». Necessario poi che, con un bacino di 700mila giovani sotto i 18 anni, i centri federali regionali abbiamo maggiori compiti. «La Federazione dovrà andare anche nelle scuole per creare, come hanno fatto gli inglesi con i college, delle squadre negli istituti scolastici che possano partecipare a dei campionati».

ORIALI IN SIMBIOSI CON LA SQUADRA - Nel corso del suo intervento Tavecchio spegne anche le polemiche sul caso Chiellini. «Non ho mai parlato col direttore Marotta: con la Juve ci sono state solo delle incomprensioni. Nessuno sgarbo. I rapporti tra Conte e la sua ex società sono ottimi. La Juve è la prima squadra italiana, ha una posizione di rilievo in Champions. In momenti delicati, mentre siamo concentrati a preparare una partita importante, può darsi ci siano state incomprensioni o difetti di comunicazione. Ma non ci sono problemi né da parte della Juve, né dallo staff della nazionale». Poi loda Oriali, più che un team manager, «un ds in simbiosi con la squadra».

LA «DIFESA» DI LOTITO - Tiene banco anche la sovraesposizione del presidente della Lazio Claudio Lotito. «La sua esuberanza è nota - ha continuato Tavecchio - ma un conto è essere esuberanti e leali, un altro esuberanti e maliziosi. E in lui non c'è alcuna malizia». E racconta un retroscena: «A Bari pioveva, gli hanno prestato una giacca. Avessero avuto l'ombrello, gli avrebbero prestato quello. Nessuno è entrato nello spogliatoio della Nazionale. È sacro. Ora a Oslo spero che Lotito si porti un giaccone suo».