20 gennaio 2021
Aggiornato 08:00
La polemica

Malagò: Tavecchio rimarrà al suo posto

Il Presidente del CONI: «Non possiamo intervenire su un'elezione, a meno che non ci siano gravi irregolarità, e non è questo il caso». Poi sulla polemica Juventus-Roma: «Da Pallotta una lezione di stile».

ROMA - «Chiedetelo a chi ha votato». Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è espresso così sulla sospensione dall'attività internazionale che l'UEFA ha inflitto al presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, per le celebri frasi, considerate razzistiche, sui «mangiababane».

DANNO D'IMMAGINE - «Tutti sapevano tutto - ha detto Malagò, nella sede del Coni a margine del convegno su 'Investimento nello sport, investimento anticiclico' - Tutti sapevano tutto nell'ambiente, è solo la conclusione della vicenda iniziata con quelle frasi. Non si tratta di una squalifica, comunque, ma di una sospensione. Sapevo e sapevano che sarebbe successo. La domanda va girata a chi comunque ha deciso di votare per Tavecchio. Chiedetelo a chi lo ha votato. Se questo fa male al calcio italiano? No, non fa male al calcio italiano, ma è un danno di immagine».
«Il CONI - ha continuato Malagò - non può intervenire su un'elezione, a meno che non ci siano gravi irregolarità, e non è questo il caso».

DELRIO: NESSUN COMMENTO - Nessun commento da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, sulla sanzione dell'Uefa nei confronti del presidente della Figc Carlo Tavecchio. «L'autonomia del mondo dello sport è totale e le Federazioni si regolano al loro interno: l'Uefa ha fatto le sue considerazioni ed io non commento mai le sentenze degli organismi sportivi - ha detto a margine del convegno sugli investimenti dello sport al Coni - Alcuni parlamentari del Pd hanno chiesto un suo passo indietro? Io non commento, non possiamo interferire assolutamente».

LA POLEMICA JUVE-ROMA - «Da Pallotta una lezione di stile». Il Presidente del CONI in seguito ha risposto a domande sugli strascichi di Juventus-Roma e sulle dichiarazioni del presidente della Roma, che ha invitato tutti a darsi una calmata. «Mi sento di sottoscrivere quello che ha detto. È un caso che non sia italiano? Credo di no. Che Paese è quello dove si fanno interrogazioni parlamentari dopo Juve-Roma? Non lo so - ha risposto Malagò - è l'Italia, un paese dove tutti si sentono legittimati a immaginare congiure. In un'altra nazione, come l'Inghilterra, penso che non ci sarebbe stata questa situazione».