9 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Beretta: Lo sciopero si può evitare

Il Presidente della Lega ottimista sull'esito delle trattative con i calciatori. Paolillo: «Troveremo una soluzione»

MILANO - «Sono sempre stato più che fiducioso, sono convinto che se prevale la ragione si evita lo sciopero». Lo ha detto Maurizio Beretta, presidente della Lega di serie A, a proposito della vertenza sul nuovo contratto collettivo, in cui i club vogliono inserire un articolo in cui si chiarisce che il contributo di solidarietà è a carico dei giocatori.
«L'interpretazione degli esperti è univoca - ha spiegato Beretta prima dell'assemblea della Lega di serie A -, è importante che con l'Aic si convenga che il contributo di solidarietà è richiesto a tutti coloro che sono al di sopra di un certo reddito, e che sia condiviso dal mondo dei calciatori. Non penso che ci saranno rifiuti, perché la logica spinge a condividere questa soluzione. È stato fatto un ottimo lavoro per l'accordo collettivo già scritto, servono alcune correzioni. Ci sono tutte le premesse per un'intesa, noi lavoriamo in quella direzione».

Leonardi: «I problemi non sono insormontabili» - «Se inizia o no il campionato non è compito della Lega calcio stabilirlo. Mi auguro che ci sia un pò di buonsenso, perchè non credo che ci siano problemi insormontabili da risolvere». Così, ai microfoni di Sky Sport, Pietro Leonardi, ad del Parma, ha commentato la decisione della Lega di non discutere il punto all'ordine del giorno che prevedeva il rinnovo del contratto collettivo. «Si sta lavorando - continua Leonardi - per ottimizzare qualcosa che non c'era più, ovvero, l'accordo collettivo. Non c'è da parte della Lega la voglia di prender tempo, ma solo quella di approfondire la questione nell'interesse di tutte le componenti. Penso - afferma l'ad del Parma - che adesso si troverà una nuova data per parlare dell'accordo, ma siamo fiduciosi e tranquilli perchè si risolva la cosa. Non penso ci saranno scontri tra tesserati e società, perchè c'è un'intesa pressocchè totalitaria». Leonardi si è soffermato poi sulla questione del contributo di solidarietà. «Su questa situazione non c'è nulla di complicato, anzi è molto chiaro. C'è una tassa in più da pagare e chi dovrà pagarla lo farà».

Pozzo Jr: «Abbiamo tracciato la linea» - Gino Pozzo, figlio del patron dell'Udinese Giampaolo, all'uscita dagli uffici milanesi della Lega Calcio, ha annunciato che oggi non si è discusso dell'accordo collettivo: «Abbiamo preferito rinviare per poterci confrontare anche con gli altri presidenti; ma la linea è ormai tracciata: le modifiche sono già state individuate». Sull'articolo 7, ha precisato: «Ci sono ancora alcuni punti da chiarire, ma non penso che sarà un grande problema; ci sono da rendere chiare quelle zone d'ombra che portano da una parte al mobbing, assolutamente da evitare, e dall'altra alla possibilità che il giocatore possa richiedere continui privilegi». Oggi in Lega erano assenti, tra gli altri, Galliani, Zamparini, Cellino e Lotito, inibito fino al 15 settembre: «Molto dipenderà da cosa dirà Abete lunedì e l'assocalciatori; poi aspettiamo il Consiglio Federale del 24». In quella data verrà discusso anche la proposta d'inserire il contributo di solidarietà all'interno del contratto collettivo.

Mencucci: «Sciopero assurdo» - Sandro Mencucci, amministratore delegato della Fiorentina, non vuole nemmeno sentir parlare della possibilità che lo sciopero dei calciatori faccia saltare la prima giornata di campionato. «Non scherziamo, sarebbe una cosa assurda - ha tagliato corto prima dell'assemblea della Lega di serie A -. Torniamo seri, giochiamo a calcio e cerchiamo di far divertire i tifosi. Quando sento parlare di sciopero mi viene da pensare solo a chi sciopera perchè non arriva a fine mese». Per scongiurare lo sciopero, serve però che la Lega firmi il nuovo contratto collettivo con l'Assocalciatori. «In Lega a volte ci amiamo e a volte ci odiamo, ora - ha osservato il dirigente della Fiorentina - è un buon periodo, speriamo che l'accordo si trovi».

Paolillo: «Troveremo una soluzione» - Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, prima dell'assemblea straordinaria della Lega di serie A cerca di calmare gli animi sul rinnovo dell'accordo collettivo. «Ci sono molti temi delicati ma si troverà una soluzione. Bisognerà ragionare, una soluzione si troverà senz'altro - ha esordito Paolillo - il nodo da sciogliere è quello dei fuori rosa, ma ci sono anche altre cose da vedere e credo che sia arrivato il momento di chiudere: bisogna fare il punto definitivo della situazione prima dell'inizio del campionato». Paolillo ha sottolineato che «non sono le società a proclamare sciopero ma i giocatori: speriamo di trovare una soluzione equa per tutti». Non ha dubbi invece che a pagare il contributo di solidarietà debbano essere i giocatori. «Dovrebbe essere esposta e scritta in modo tale che sia indubbio che chi la paga sia l'individuo e non la società. Scriverlo nell'accordo collettivo - ha concluso - farebbe chiarezza».
Paolillo ha visto l'Inter che ieri ha avuto la meglio su Juventus e Milan nel triangolare per il Trofeo Tim a Bari, ma preferisce non parlare di rivincita sui rossoneri dopo il ko nella Supercoppa. «Quello di ieri era un torneo diverso - ha osservato Paolillo -, non ha senso parlare di rivincita. Comunque è stata una Inter bella e combattiva, è bello vedere la squadra giocare così».
Paolillo ha invece glissato su ogni domanda sulla trattativa per la cessione di Samuel Etòo e sugli sviluppi del mercato interista. «Oggi parliamo di Lega».

Le quattro Leghe del calcio italiano hanno deciso di prendere una «posizione unitaria» per dare una «positiva spinta di innovazione». Come si legge in un comunicato congiunto, «la Lega Nazionale Dilettanti, la Lega Pro, la Lega Nazionale Professionisti Serie B e la Lega Nazionale Professionisti Serie A si sono incontrate oggi a Milano per esaminare i principali problemi del calcio italiano in un contesto di generale difficoltà». «Le quattro Leghe hanno convenuto che una loro posizione unitaria per affrontare e definire tutte le principali questioni del calcio italiano, sia professionistico sia dilettantistico, rappresenti un valore e possa costituire una positiva spinta di innovazione. Si è pertanto concordato - conclude la nota - di assumere comportamenti coerenti con questa valutazione, anche nell'ambito degli organismi e delle politiche federali».